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Tomo XIII.
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3JO UCCELLAGIONE

capo in alto dicesi maestra o maestria,-za, le cordicelle con cui legasi abbasso,diconsi filetti^ la rete esterna armatura.

Intiniorisconsi gli uccelli con spaven-taceli! alzati in aria con funi, e facendomolto rumore; fuggendo urtano essi nel-la rete più fitta, la quale cede ed entranelle maglie più grandi dell’armatura fa-cendo una specie di sacco nel quale ri-mangono impacciali.

Della panliera. E una rete alta circaotto piedi. Alla parte superiore è guer-nita di anelli i quali scorrono sopra unacorda in essi infilala, sicché la rete puòdistendersi o raccorci come vuole il cac-ciatore. Sostentasi con tre a quattro per-tiche o più secondo la lunghezza per cuila si tende che arriva talora a più di ioopiedi. Usasi questa rete principalmenteper pigliare le allodole, il che si fa comesegue. Disposta la rete nel luogo che re-putasi conveniente due uomini si pongo-no un tiro di fucile distanti da quella eonuna fune lunga da 4» a 5o piedi, dellaquale tengono un capo per ciaschedunoe vanno verso la rete, strisciando la funesulle stoppie o sui campi lavorati, fa-cendo muovere le allodole,, le quali vo-lando assai basse danno nella rete cheper essere poco tesa le avviluppa ed ar-resta. In alcuni lungi pigliansi a questaguisa, con reti più forti, anche le beccac-ce e le colombelle.

Della lanciatoia. Rete a maglie fitteattaccata a due pertiche verdi pieghevoli,grosse poco più d’un pollice e mezzo, elunghe sei a otto piedi, fissate all’ estre-mità d’uu altra pertica lunga cinque pie-di, in due buchi poco distanti. La retepassando su queste pertiche prende la for-ma quasi semii.il colare. Àdoprasi la lan-ciatoia nella grandi pianure per pigliarestarne, quaglie, allodole e simili uccelliterragnoli. L’uecellatore la porta sullespalle e quando scopre un uccello alla

Uccellagione

conveniente distanza gliela lancia sopra.Questa caccia si fa la notte quando nonluce la luna, adoperando una lanterna :il cacciatore suole legarsi alla cintola o alginocchio uno di que’ campanacci' chesoglionsi attaccare al collo de 1 buoi, perfiduciare viemmeglio gli uccelli.

Fra tutte le maniere di far cadere leallodole nei lacci che loro si tendono, lapiù sicura e la più divertente pel caccia-tore è ((nella con uno specchio. I raggidel sole cadendo sopra la superficie dellospecchio mobile si riflettono su tutti ghoggetti all'intorno, ed eccitano in tal guisala curiosità dalle allodole psì che esse pa-iono dimenticare ogni cosa per venirsi amirare nello specchio ; nè il rumore, néil fuoco, nè il fumo, nè un cattivo odorevalgono a'd arrestarle, e talvolta discen-dono con lai furia, da crederle slanciatedal cielo, sa non si arrestassero ad untratto per {svolazzare e scherzare intornoilio specchio.

La forma degli specchi da allodole sivariò iu molte fogge, ma la migliore si èquella ohe si vede iu A ( fig. i, TavolaL1X della Tecnologia ). La base è uuceppo di legno pesante, lungo 4 centi-metri alla parte inferiore, e tagliato adaugnatura da ogni lato, in guisa, cheforma spigoli divergenti superiormente.Vi si cavano piccole intaccature alquantoprofonde, nelle quali incrostansi piccolispecchii o pezzi di specchio asticurati conmastice. Ciò fatto si dipinge lutto il fu-sto d'un color bruno rosso a colia, aven-do cura di lasciare agli specchii la lorolucidezza. Prima di collocare gli specchiiincavasi il fusto al di sotto alla profon-dità di 3 centimetri, nel qual foro ponesii’asse verticale su cui è fissato orizzontal-mente il fusto porta specchii ; se lo deveporre in equilibrio in modo che pesi u-gualmente in ogni punto. Dandogli unmoto di rotazione, gii specchii liflet-