Ucce t.t. agi ose
tono i raggi de) sole in vari punti dellospazio.
Il mezzo più semplice, ma insieme, ilpiù incomodo, si è di porre sull’asse unrocchello sul quale raivolgesi uno spago:piantasi in terra un piuolo incavato chericeve liberamente l’asse del porta spec-chio ; uno che tira ed allenta alternati a-mente lo spago, gli comunica un moto al-ternativo circolare che cercasi di renderedolce ed agevolare quanto mai si possa.
Oggidì però si fanno specchietti amolla, il cui meccanismo è quello stessodei girarrosti ; il porta-specchii vi fa leveci della ventola, ed il cacciatore non habisogno d’ un uomo che giri, bastando-gli caricare la macchina allorché il motoè cessato.
Molti cacciatori però Invece preferi-scono il meccanismo della fig. 1 allamolla; sono due corde di minugia rav-volte in senso opposto sullo stesso roc-chello, e servono a comunicargli il motoalternativo che si dà loro colla mano. Aciascuna di queste falde B è attaccatouno spago la cui lunghezza è uguale alladistanza che vi è fra lo specchio e la ca-panna del cacciatore : mentre si tira unospago 1’ altro si ravvolge sicché lo spec-chio non si arresta mai.
Il vantaggio di tale disposizione si èche basta tirare tre a quattro volle alquarto d’ora uno o l’altro degli spaghi,perchè lo specchio giri rapidamente seu-za fermarsi facendo egli quivi l'effetto diun volante, e mantenendo il moto anchedopo che il motore cessò di agire.
La rete con cui prendonsi le allodole,e molti alili augelli, è falla di due pezzirettangolari che si [tossono aprire e chiu-dere come i due battenti d’ una porta od'una botola. Collocasi lo specchio fram-mezzo ad esse ; ben piesto l’uccello at-tratto dal balenare degli specchi vi si av-vicina abbastanza per rimaner preso ap-
Uccei.lagiose 5; t
pena che il cacciatore chiude prontamen-te i due teli di rete ; lo che si effettua ti-rando prontamente una corda che attac-casi al mezzo di un altra corda stesa fi ai capi delle due reti.
Talvolta gli uccelli non si calano ab-bastanza per poter essere acchiappatinelle reti ; allora è d’uopo far agire unlimbello ; è questo un uccelletto legaloper le zampe ad una bacchetta mobileche si agita con una lunga cordicella. Al-lora dando alcuni fischii, e scuotendo ilzimbello, si dà coraggio agli uccelli fa-cendoli calare come si vuole.
Alla stesso guisa si prendono i beccafi-clii, i fanelli, i piccioni ed anche i corvi :se questi ultimi non avvicinami abba-stanza allo specchio per accalappiarlinelle reti, si possono colpire col lucile.
La stessa rete serve a dar la caccia aifalcioni, ai terzuoli ed altri uccelli di ra-pina ; in tal caso il zimbellu serve di ri-chiamo, e lo specchio diviene inutile ;serve pure a prendere gli ortolani,i frin-guelli, i verdoni, i cardellini, ec.
4 . Dei trabocchétti. Lungo sarebbedescrivere quelli tutti imaginatisi, ed an-co inutile ; ne basterà invece parlare diquello che da tutti viene riputato il mi-gliore, il (piale varrà pur anco a dare unaqualche idea del modo come gli altri so-no costruiti.
Appena ha questo servito a prendereun uccello rimontasi da sé, d’ onde giiviene il nome di trabocchetto continuo :non solamente quindi ha tutti i vantaggidegli altri trabocchetti ma ha più di quellila proprietà di prendere frotte intere d’uc-celli senza che il cacciatore Io tocchi.
La fig. 3 rappresenta la forma del tra-bocchetto: è questo una gabbia divisa intre parti ; 1’ una superiore A serve ditrabocchetto e le due inferiori BC, ser-vono a contenere 1’ una il richiamo 1 al-tra gli uccelli che si prendono. Si omise