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Tomo XIII.
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Umidita'

fila P uncino della taglia per sollevare lapietra. L’ ulivella levasi facilmente, comeognun vede, togliendo il pezzo m.

I francesi adoperano più generalmentel’ulivella rappresentata nella fìg. i 2 . Com-ponesi questa di tre soli pezzi «,ò,c, iquali non abbisognano d’essere legati conchiavarda, ma per la loro forma si ten-gono uniti abbenchè sciolti e la loro unio-ne è consolidata dal peso stesso della pie-tra. a e b sono due pezzi piani di ferro,che appoggiati contro i lati inclinati del-l’incavo della pietra vi sono premuti con-tro dal pezzo c fatto a bietta e che haun anello alla parte superiore. Collocatala pietra si abbassa il pezzo c, i due a e brimangono liberi ed escono facilmente la-sciando luogo per trarre il pezzo c. Nesegue che per poter estrarre questo pez-zo c la sua base dev’ essere minore chel’apertura alla superficie della pietra, ov’èla minore larghezza dell’ incavo.

ULIVO . V. olivo.

ULMINA. Si diede questo nome allamncilaggine della corteccia d’olmo, ed avari altri corpi poco noti, fra i quali tro-vayasi qualche analogia. Tale denomina-zione venne oggidì abbandonata.

UMIDITÀ. Sotto molli e diversi a-spetti interessa al tecnologo di conosce-re gli effetti dell’ umidità, ed il modo ditoglierla o procacciarsela secondo i va-ri suoi bisogni. Cosi alcune arti addi-rnandano un aria secca o per otteneremigliori prodotti, o per eseguire certeOperazioni. Altre all’opposto esigono unaria umida pel medesimo oggetto ,in mol-te altre finalmente sì un eccesso di umi-do che di secchezza tornare possono u-guulmente nocivi. Con quali artifizii siottenga un’aria secca mostrammo alla pa-rola seccatoi ed a quelle apparecchio,stute, ec. come si dia all’aria ambiente ungrado d’umidità maggiore di quello cheèssa naturalmente possiede o si ripari al-

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Irimenli alla soverchia secchezza. L’arti-colo igrometria tratta dei mezzi di mi,isurare questa umidita, e quello evapora-tore delle cause che la producono edelle leggi da essa seguite. Sotto dueaspetti però ci rimane a considerare l’u-midità, relativamente cioè ai danni chereca agli edifizii ed alla intlueiiza di essasulla agricoltura.

Varie cagioni possono fare che gli edi-fizii vadano soggetti ad un tale grado diumidità da risentirne gravi danni talvoltanella solidità, più spesso però e più pron-tamente nella turo arricciatura ed iuto-nacatura : nè gl’inconvenienti della umi-dità delle muraglie a questi soli ristrin-gonsi che inoltre rendono di soverchioumida e per conseguenza malsana l’ariadelle stanze da esse ricinte, le quali per-ciò divengono inabitabili. Esamineremodapprima quali cause possano produrrel’umidità degli edifizii e indicheremo dap-poi i mezzi più convenienti per evitarleo ripararvi.

1. Una delle pivi importanti cause dìumidità dei muri si è quando siano dessipiantati sopra un fondo umido giacchéle pietre agendo per la loro porosità aguisa d’ un ammasso di estesissimi tubicapillari assorbono 1’ acqua dal suolo ese ne inzuppano.

2 . Se si applica 1’ intonaco esterno adun muro prima che le pietre tenere pro-venienti da cave umide,*od i mattoni, io-zuppati d’ acqua perchè meglio leghinocolie malte, siano asciugali, l’umidità rin-chiusa sotto l’intonaco fa forza, lo di-stacca e lo fa screpolare. Si è osservatoche occorre un anno perchè si asciughi-no le pietre tenere tolte da cave umide.

3. In alcuni paesi la facilità di ritro-vare acque salmastre ed abbondanti d’i-droclorato di soda, fa che i muratori,disonestamente operando , preferiscanoqueste a quelle pure e dolci che non si