Untume
Questa è l’analisi della porzione solu-bile nell’acqua ; ma rimane, come dicem-mo, una materia grassa insolubile, ine-rente alla lana ; altrimenti, un semplicelavacro basterebbe a purgare le. lane,mentre occorre l’uso del sapone.
E' osservabile che la quantità di que-sto untume è in certo modo proporzio-nale alla qualità della lana, perchè la piùbella ne contiene perfino un 45 perroo,mentre le qualità inferiori di rado ne con-tengono un 35 per 100 .
Vauquelin ha dedotto dalla composi-zione dell’ untume alcune utili conse-guenze nella pratica ; per esempio, eglilece osservare che sarebbe vantaggioso,per purgare le lane, di lasciar l’acqua dilavacro per qualche tempo sopra la lanamedesima, all'oggetto di facilitare la rea-zione dell’alcali e della materia grassa, aiquali corpi non mancò probabilmente cheil concorso dell’acqua per potersi com-binare nella lana dell’ animale : ma è es-senziale osservar d’ altro canto che unamacerazione troppo prolungata in que-st’ acqua farebbe gonfiare e fendere lelane, accidente che sarebbe gravissimo.
Noi già facemmo osservare all’articololavatore di lana , di quale importanzasia questa operazione, e ne parlammo an-che nell’altro articolo tintura, servendo1’ untume di grande ostacolo, general-mente parlando,all’applicazione dei mor-denti e delle materie coloranti, rendendo,questo untume interposto, la loro com-binazione impossibile.
In qualche raro caso, una porzione diuntume dà maggior splendore e maggio-re intensità al tuono dei colori ; in ge-nerale però, la lana assume meglio la tin-tura a proporzione che venne meglio sce-kerala da questo umore.
In Ispagna ed in alcune parli dellaFrancia lavansi le lane sugli arieti primadi tosarli, ma questo metodo reca gravi
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danni alla salute degli animali, nè dà maiun perfetto risultamento. Roard, che mol-to studiò questo argomento, si assicuròcon moltissimi sperimenti che le lane di-grassate in due volte non riescono maicosì bianche come quelle che lo furonoin una sola volta. Le lane conservandosimeglio col loro untume che senza, ed es-sendo meno esposte a venire danneggiatedagl’insetti, i possessori di gregge, nondovrebbero mai lavarle, ma lasciare que-sta cura ai manifattori.
Non è qui da tacersi una utilissima ap-plicazione fatta dallouzeau di Reims del-1’ acqua che rimane dopo il lavacro dellelane. La compera egli dai molti manifat-tori di quella città e estrae l'olio che essacontiene : colla parte men pura di que-st’ olio prepara del gas per la illumina-zione, ottenendo anche una certa quan-tità di bitume. Grazie a tale applicazionetutte le officine di Iìeims sono illuminatea gas, e si calcola che il vantaggio che siricava da quest’ acqua, che prima getta-vasì, ascenda a 3oo,ooo franchi.
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UOMO. Dotati gli altri animali chidella forza, chi della celerità nel corso, chid’altre fisiche doti e chi d’un istinto previ-dente che li spigne ad evitar ciò che nuu-ce e ricercar ciò che giova, l’uomo è amolti di essi inferiore per tale rapporto,superiore a tutti però pel privilegio dellaragione a lui solo concessa. Con questasoggioga desso gli altri animali e delle lo-ro forze come di propria cosa dispone,con questa pone a profitto le forze dellanatura, ed altre ne fa scaturire dalle pro-prietà dei corpi, a seconda dei propribisogni. Fornì la natura agli animali unmantello che li ripara dal freddo nel ver-no, e scema nella state, diede loro incli-nazioni a cibi facili a rinvenirsi nel luogoin cui vivono senz’altra cura che di cer-carli, insegnò loro a materialmente co-