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mezzo. Sembra che a tal mollo si con-servino presentemente le ova che ven-donsi ai mercati di Parigi .
Nel 1822, si propose allo stesso og-getto per conservare le ova fresche, di in-tonacarle appena deposte con gomma a-rabica disciolta nell’ acqua, e tenerle poinel carbone polverizzato e stacciato. An-che questo metodo di conservazione riuscìperfettamente, e a tal maniera si possonotrasportare da un paese all’ altro. UnoSvizzero, stabilitosi a Rio-Janeiro , tro-vavasi in questa occasione a Parigi , ve-nutovi a far delle compere ; egli preparòtre dozzine di ova, le rinchiuse in tre di-verse scatole, e le lasciò partendo inmano d’una sua parente. Quindici mesidopo egli ritornò, mi invitò a pranzo, emangiammo una dozzina di queste ova,eh’ erano eccellenti. Egli portò seco lealtre due scatole al Brasile , ove si tro-varono di ottima qualità, circa tre annidopo la loro preparazione.
Altre recenti esperienze sembranoprovare 1’ utilità del cloruro di calce li-quido per la conservazione delle ova. Sileggono nel London and Paris observer ,del io febbraio 1 828, alcuni saggi sopraquesto argomento.
In settembre 1827, l’autore prese trevasi di vetro, e pose in ciascuno sei ovafresche : il primo lo riempì di cloruro dicalce in polvere, e pose le ova in modoche non si toccassero; il secondo lo riem-pì d’una soluzione d’un’oncia di clorurodi soda in un litro di acqua ; nel terzomise un’ oncia di cloruro di calce in unlitro d’ acqua. Poscia otturò i vasi.
Nel ig febbraio 1828, si apersero ivasi, e si conobbe che le diverse immer-sioni aveano prodotto effetti differentis-simi.
Nel primo, il cloruro di calce in pol-vere era agglomerato e reso solido comeuna creta,sicché con difficoltà se ne stac-
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carono le ova senza romperle. In ciascunovo, il giallo, mantenuta la sua forma,aderiva al guscio, e l’albumina era tras-parente. Queste ova erano in uno stato didecomposizione facile a riconoscersi, danon usarle come nutrimento.
Nel secondo, contenente la dissoluzio-ne di cloruro di soda, trovaronsi le ovatotalmente corrotte. Poco dopo che eran-si poste nel vaso vidersi le loro superfi-cie ricoprirsi di globuli di gas 5 i gusciperaltro si trovarono intatti.
| Nel terzo vaso, contenente il clorurodi calce liquido, le ova si conservaronoperfettamente. Dopo la loro immersione,quando il liquido divenne chiaro, l’auto-re aveva riconosciuto che un ovo si fesse.Il giallo e l’albumina di questo ovo sem-bravano mezzo cotti. Le ova in questovaso avevano le loro superficie ricoperted’ una leggera incrostazione.
L’ autore pensa che sarebbe utile ri-voltare di tratto in tratto le ova all' og-getto di impedire che il giallo si attacchial guscio, siccome avviene quando sianotenute lungamente nella stessa posizione.Egli fece notare che queste ova non era-no appena deposte, ma vennero da luiprese a caso dal paniere d’un venditore.
Il dottor Hopff fece conoscere in Ale-magna che le ova si conservano perfet-tamente in una leggera soluzione di idro-clorato di calce. Fece disciogliere 3 ogrammi di questo sale in 5 oo grammi diacqua ; mantenne il liquido sempre al disopra delle ova in un luogo fresco, e do-po un anno circa, si trovarono perfetta-mente sane.
2. 0 Maniera di far nascere i pulcini.
Finora non si conoscevano che duemezzi di far nascere i pulcini feconde sen-za il soccorso dell’incubazione naturale ;il primo di questi mezzi è quello che da