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Tomo XIII.
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Uva

(Vogni arie, nei quali le istruzioni teori-che, couvenienfemente unite alle prati-che, additassero fino a qual punto si dovesse attenersi all’ uso e quando alle innovazioni introdottevi, ed a continuarequesta educazione degli artigiani torne-rebbero allora veramente utili i giornalitecnologici che li tenessero ragguaglialidei nuovi miglioramenti. Ma fino a che1’ artigiano apprenderà il mestiere mate-rialmente imitando ciò che vede farsi da-gli altri, senza avvezzarsi a riflettere sullaragione di ciò che fa, e sulla causa diquanto ottiene, non si avranno che degliautomi e non mai degli artefici, si avran-no uomini mossi dal solo bisogno di gua-dagnar di che vivere, ma non da verunsenso d’amore per 1’ arte loro, la qualerimarrà stazionaria fra le loro mani sepure ancora non retrocede e degradasi.

(G.**M.)

* USOLIERE. Nastro od altro lega-me col quale si legano le barche e simi-li cose.

* USTA. Voce usata massime da’ cac-ciatori e significa passata ed è quegli ef-fluvi che lasciano le fiere dove passano,i quali penetrando l’odorato de’ cani dacaccia, destano in essi una grandissimaansietà di ritrovarle.

* USTIONE. Dicono i chimici il bru-ciare, o ridurre in cenere qualche cosa.

* USTORIO. V. spr.ccHio.

* UTELLO. Piccolo vasetto di terracotta invetriato, per uso di tenere olio,aceto e simili per condire.

* UTENSILI. Quegli strumenti, ar-nesi e mobili che vengono spesso ad usonelle case nelle officine e simili.

UVA. Il frutto della viif.. Serve prin-cipalmente colla fermentazione a far ilvino del quale tratteremo a suo luogo.Non ci occuperemo adesso che del mododi conservare 1’ uva, e degli usi che sifanno di questo frutto. I

Uva /j io

L’ uva che si vuol conservare per for-nire le mense lasciasi sulla vite quantopiù a lungo si può ; basta solo guaren-tirla dai guasti delle vespe, dagli uccelli,delle mosche e di altri nemici chiudendoi grappoli in sacchetti di carta o di cri-ne. Questi ultimi costano troppo, ma du-rano a lungo, lasciano circolar l’aria, fa-voriscono 1’ evaporazione, ed acceleranoil maturamento, lasciando passare i raggisolari. D’ altronde i sacchi di carta ba-gnandosi alla pioggia, vengono spessoforati dalle mosche ed ulti i insetti che visi riuniscono poi si nascondono, nè la-sciano che il graspo soltanto.

Questi grappoli dovranno esaminarsiuna o «lue volte per levarne i grani mar-citi ; poi si chiudono i sacchetti di belnuovo. Quando si teme il freddo o l’u-midità della stagione, tagliansi i grappoliin un tempo asciutto, e ripongonsi in unastanza ; stendonsi sopra strati di pagliaasciutta, dopo averli diligentemente net-tati dai granelli sospetti, evitando che sitocchino. Giova mollissimo che la stanzasia chiusa esattamente, o anche disporrei grappoli in armadi asciutti e ben chiu-si, poiché il cambiamento dell' aria li fadi leggeri marcire.

I grappoli sospendonsi spesso con fili,a cerchi o a pertiche isolandoli gli unidagli altri ; altri conservano 1’ uva nellacenere secca, nella crusca, nella subbiao simili. Tutti questi metodi (tanno loscopo d’impedire loro più che si può ilcontatto dell’aria, dell’acqua ed il rigoredel freddo.

A Parigi si fa gran commercio nel ver-no di uve secche. I prodotti della ven-dita compensano generosamente le per-dite inevitabili e le cure che esige que-sto ramo d’ industria. Nulla quindi piùcomune che veder sulle mense in aprileuve belle, sane e più saporite di quelleche mangiatisi in uttohre.