l’uno dei quali è ermafrodito incomple-to, ed ha la carole più grassa e più suc-culenta dell’altro. Iiunter la ha descrittabenissimo.
Un’ altra razza inglese , destinata uni-camente al macello, gode del vantaggiodi ingrassarsi più compiutamente e piùpresto. Questa razza sarebbe forse diffi-cile ad introdursi, perchè il suo carnamesi vende necessariamente più caro di quel-lo del bue, il lavoro del quale ne ha giàpagato il valore; non merita essa peròmeno d’essere indicata, perchè anche franoi, come in Inghilterra, 1’ uso de’ buoiper le rivoltature, e più ancora per i car-reggi va diminuendo a misura che i col-tivatori s’istruiscono, ed imparano a cal-colare l’impiego del tempo (V. beb).
Le vacche più grosse sono, a circo-stanze pari, le migliori; bisogna dun-que, quanto è possibile, preferirle. Mauna vacca grossa non fa che languire inun pascolo magro o di cattiva natura»conviene perciò proporzionare la ‘ orogrossezza cogli alimenti di cui so» 0 desti-nate a nutrirsi. Per mancati" 1 di questaattenzione tante vacche *ormande, fiam-minghe e svizzere, b-nuo deluso 1 aspet-tativa di coloro "'e * e hanno fatte venirecon grave d’'p en dio nelle loro campagne.Un coltivatore prudente si contenteràdunque della razza del suo paese ; maf‘ a quella razza sceglierà le più grosse, lepiù feconde, le più provviste di latte, lepiù mansuete di carattere, ec., e le faràcoprire dai tori più perfetti che potràprocurarsi. Con questo mezzo, e senzaspese straordinarie riuscirà a migliorarele razze delle sue bestie cornute.
Una buona vacca non deve esser gras-sa, sceglierla non si deve dunque fra lerazze che somministrano buoni buoi diingrassamento.
In molti luoghi si mette una grandeimportanza nel colore del pelo delle vac-Dit. Tecnol. T. \UL
Vacca 4'7
ohe, perchè al colore si attribuisce unagrande influenza sulla qualità e quantitàdel loro latte. Le opinioni di questo ge-nere dipendono senza dubbio da fattiparticolari anticamente osservati, ed inseguilo generalizzali; ma per provare chequesto è un errore, basterà il fare osser-vare, che in un luogo sono preferite !«vacche nere, in un altro le bianch-, ecosi altrov^ le fulve, le brune, quelle npiù colori. ' \
Una buona vacca si riconosce alla suastatura alta, alla fronte larga, agli occhiplacidi e3>uguali,/alle corna ben aperte eliscie, al ventre -grosso ed ampio, allepoppe voluminose, ai car” 6220 !* poco car-nosi, alle vene mam>- a, * a molto rilevate.Quando ad una ta ' vacca si dà un toroscelto e prn-' orz ' onato j si P»ò esseresicuri d’ .-> Ian ere delle produzioni van-
issime.
a cosa riconosciuta che sei vaccheper aratro è la minore quantità che devatrovarsi in un’ azienda ben montata, siaal pascolo, sia alla stalla, situata in unterreno mediocre, per trar profitto daiforaggi che i cavalli rifiutano, per molti-plicare competentemente i letami, e pro-curarsi il maggior vantaggio possibile re-lativamente ai vitelli, al burro, al formag-gio, ec. In un’azienda simile il prodottomezzano di ciascuna vacca può essere va*lutato a ioo franchi all'anno circa.
Una serva ordinaria non può gover-nare più d’una dozzina di vacche, se in-caricata è sola di tutte le operazioni dellacascina ; il dargliene di più è dunque uncostringerla di far tutto a metà, e man-care per conseguenza allo scopo. Se aiu-tata poi viene dalla sua padrona nel pas-sare il latte, nel levargli la crema, nelfabbricare i formaggi, ed in altri oggettimeno faticosi, si potrà dargliene una me-tà di più ; ma allora l’operazione delmungimenlo dura più d’ un’ ora, e que-53