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sto è un grave inconveniente. Nel farequesto calcolo, io suppongo, che la meladi queste vacche non sia nel caso d’essermunta, o perchè sono giovani, o perchèallattano i loro vitelli.
Sul Jura si calcola che ogni vacca diaper sei mesi ogni giorno cinque litri diUlte che fanno una libbra di formaggiodi Qrnyères, la quale si vende, prezzofncdio q soldi.
Sulle montagne dell’ Auvergna unsvacca dà ogni anno, termine medio, i 5chilogrammi di burro e 75 di formaggio.Questa piccola quantità di burro provie-ne perchè \i metà almeno della cremaentra nella com [os j z ; one ,) e [ formaggio.
I! sig.Deloys, prwj r ; e i ar j 0 presso Lo-sanna , ha riconosciuto >p,e ciascuna del-le sue vacche (razza svizzt-,^ g|; j;, 0 g n jauno i 5 o libbre di burro e Ck 0 f or _maggio bianco. Si osservi che le se, Tac _che sono nutrite alla stalla, ed adopi.» ealle rivoltature.
Il sig.Voght, presso a Flotbreek, pres-so Amburgo , ed alcuni commissari delladieta svizzera presso il sig. FellembergaHofl’wyl, hanno riconosciuto che dellevacche nutrite con l’economia necessa-ria, ed i cui prodotti erano venduti contutto il vantaggio possibile, non rendeva-no niente.
E’ cosa provata da calcoli rigorosi chenella più gran parte della Francia diven-ta oneroso, a motivo delle cure e del tem-po ch’essa esige, ad una povera domesti-ca economia l’avere una vacca sola, chesi è obbligali di condurre continuamentea pascere lungo le pubbliche vie, i fossi,ec. Non vi ha nè perdila nè profitto,quando se ne hanno due che vanno apascere sotto la scorta d’ una fanciulla,inetta alle fatiche della casa e della cam-pagna, o quando si può mandarle conla Diandra comune nei pascoli comunali.La perdita ricomincia quando se nehan-
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no tre o quattro, perchè allora bisognacomprare il foraggio, e perchè aumenta-te sono le vicende della mortalità. In ge-nerale sarebbe desiderabile che in tutte lecomuni, ove non si specula sulla venditadel burro e del formaggio, vi fosse unacascina, dedicata unicamente, come fan-no i nutritori dei contorni di Parigi , allaproduzione di tutto il latte necessario alconsumo, per venderlo giornalmente aiConcorrenti-
Molti coltivatori si promettono un granguadagno adoprando i tori e le vacchealla riproduzione, appena ne sono capaci;ma i risultamenti non danno che vitellipiccoli e deboli che non arrivano mai algrado di vigore desiderato.
Siccome lo stato di calore dura Dellavacca poco, talvolta non più di 24 ore,raramente quattro o cinque giorni, sce-gliere cosi è d’ uopo il momento di con-durre al toro quelle che vi si trovano,J trimenli sarà necessario l’aspettare nelsuss.,uente mese quelle che sono tenuteisolate.
Un toro 1; [ re ann ì è in istato di sup-plire a venti Vbv„p ie p er sette in otto an-ni ; ma non si deve lasciargliene coprirepiù d’una al giorno. Il wifiignamento del-la razza in tutti i paesi di piccola colti-vazione risulta dall’uso dei tori vjmuni 0di quelli che per un dato prezzo menta-no le vacche ad essi presentate. L'inltresse generale esigerebbe che quei torifossero approvati da un esperto veterina-rio, e che la loro monta fosse soggetta aregolamenti capaci d’ impedire eh 1 essisiano troppo giovani, troppo vecchi 0troppo spossali.
E' ben evidente che nei paesi, ove sisegue il sistema di adoprare i tori d unoin due anni alla propagazione della spe-cie, migliorare non si possono le razzedelle bestie cornute, non solo a motivodello scarso loro vigore, ma anche perché