Vagliaio
suo manico passa in mezzo alla staffa o'e tocca la molla d’un tamburo collocatoal di sotto. Il martello è costretto a rial-zarsi con impelo ogni qual volta il suomoriico è spinto dalle costole del cilin-dro c’ (fig. 3) ; appena queste costole ces-sano di essere io contatto col manico delmartello questo ricade con ugual forzaSulla montatura della stampa per effettodella molla del tamburro.
Da questi meccanismi così combinatirisulta l'effetto che la stampa è obbligataa fare buchi di profondità sempre uguale.
Dietro al martello ed al castello dellamacchina sono due piastre di legno q'(Cg. 2 ) applicate I’ una sull’ altra, ed ilciti contorno è guarnito d’ una strisciadi cuoio disposta come sulle due assicel-le d’iin soffietto. La piastra superiore es-sendo legata alla molla del tamburo cheregola il moto del martello a, s’innalza esi abbassa con essa, producendo l’effettodi un piccolo mantice. L’ aria scacciatanèll’abbassarsi della piastra q '; viene con-dotta da un tubo lungo sotto la stampa,e fa volar via i ritagli provenienti dallaforatura.
Per variare la foratura basta cangiarela stampa, la distanza delle braccia uu(Hg . 3), ed il rocchetto J' (fig. 1 ); il can-giamento della stampa produce fori dellagrandezza che si vuole e il rocchetto conpiù o meno denti dà un moto più o me-no acceleralo alla vite V. Conducendoquesta vite la montatura della stampa,questa percorre- più o meno sollecita-mente il diametro del ceppo stabilito dal-1 intervallo delle braccia un; siccome ilmartello z batte sempre lo stesso nu-mero di colpi in un dato tempo, si ve-de che i fori devono essere più o menoVicini, secondo la velocità con cui cam-mina la stampa, e che quando questa èregolare, i fori devono trovarsi ad ugualidistanze, essendoché il moto è sempre
Vaibiglia ^35
uniforme. Le braccia uu (fig. 3) deter-minano il diametro del campo da forarsiallontanandole o riarvicinandole median-te alcuni fori fatti nelle spranghe di fer-ro r,s che tengono queste braccia e fissa-no in tal modo la lunghezza della lineache passa pel centro del ceppo.
Questa macchina dà vagli forali a per-fezione senza che occorra molta forza omaestria nell’operaio, il quale non fa chegirare due manubri e l'indice d’un rego-latore. Il suo lavoro giornaliero equivalea quello di dieci robusti ed attivi operai.
Dopo forata la pelle, l’operaio fa alcu-ni fori sulla circonferenza del cerchio,di cui ha unito le cime con piccole bul-lette che ribadisce da ambo le parli.Infila in questi fori e in quelli dell’ orlodella pelle coregge di cuoio, e le tendequanto può ; ciò importa molto, attesoche la pelle non può esser mai tesa ab-bastanza.
Quando una pelle ha un difetto o la-cerasi nel lavoro, non perciò la si getta;preparasi un tassello per sostituirlo allaparte guasta, e lo si sovrappone; fissatisicon alcune punte questo tassello e la pel-le sul ceppo, si fanno dei fori a tutti edue ad un tratto con una piccola stam-pa, e si cuciscono insieme con istriscedella stessa pelle. Tendendo poscia l’in-tera pelle std cerchio, la cucitura nonnuoce punto, essendosi fatti sul tasselloi fori che cadevano sul pezzo guasto.
Ciò è quanto può dirsi dell’ arte delvagliaio. (L.)
* VAGLIARE. Sceverar col vaglio dagrano o biada il mal seme o altra mon-diglia.
* VAGLIARURA. Mondiglia che si
cava in vagliando.
* VAGLIO. V. vagliaio.
V4I.4IO. V. PELLICCIAIO.
VAINIGLI.4. Frutto della vanilla a-
romutica , Swarlz', aepidendrum vaniila,