io Ceppaia
E (l’uopo die la posizione del centro dipercussione sia esattamente determinata,e segnata in modo abbastanza visibileperchè il magnano sottoponga ad esso ipezzi da battersi •, 3.° Fra i legni abba-stanza solidi per adoperarsi a farne i ma-nichi de’ martelli i più leggeri meritanola preferenza. In generale perchè unmartello operi bene e si mantenga lun-gamente in buon stato, conviene cheabbia il manico più leggero che sia pos-sibile, che noi si sopraccarichi d’ alcunpeso inutile e che batta sempre col cen-tro di percussione. (Ferry.)
CENTROBARICA. Quella parte del-la statica che tratta del centro di gra-vità (V. questa parola). (G.**M.)
CENTROSCOPIA. Quella parte del-la geometria che tratta del centro delleligure (V. centro). (G.**M.)
CEPACEA. Distinguonsi con questoaggiunto quelle piante che provengonoda bulbi tunicati come le cipolle.
(Gagliardo.)
CEPPATELLI. Alcuni funghi delgenere boletus , Linneo , detti dai fran-cesi cepes con voce derivata dalla latinacapa cipolla, perchè i loro fusti somi-gliano appunto ad una cipolla (V. fungo).
(Leman.)
CEPPATA. Nei boschi dopo il tagliodelle piante rimangono in terra le cep-pale, le quali gettando rimessiticci tor-nano a dare degli alberi uguali a quelliche esistevano dapprima. Del modo diregolare le coppaie per tale oggetto sitratta agli articoli summentovati, essen-doché forma esso parte del governo emanutenzione dei boschi stessi. Qui, at-tenendoci all’ordine adottato, dobbiamoconsiderare le ceppaie di per sè stesse enuli’ altro.
Egli accade spesso che occorre di le-vare di terra le ceppaie o perchè appar-tenenti ad alberi d’ una specie inferiore
Ceppila
a quella onde vuoisi comporre il bosco,o perchè troppo vecchie ed atte solo afornire alberi deboli e poco vigorosi, operchè vogliasi dissodare e porre a coltu-ra il terreno dove era un bosco o fi-nalmente perchè morte ed inette quindialla vegetazione ingombrano inutilmenteil terreno. Levansi d’ ordinario questeceppaie a braccia colla picozza e colbadile, e la fatica di questo lavoro variasecondo la natura del suolo, essendo,per esempio, maggiore in un terrenosassoso che in uno mobile e leggero.L’operaio adopera in ciò fare una robu-sta picozza che tiene una penna taglien-te colla quale stacca le radici. Apre unafossa intorno ad ogni ceppaia e vi entraper tagliare le estremità delle radici ; po-scia leva la ceppaia col mezzo di leve.Quest’ ultimo lavoro è assai più facilese l’albero è ancora sulla ceppaia, o sequesta tiene almeno un grosso ramo permaneggiarlo.
Makay, agronomo inglese , dovendonettare un terreno boschivo servissid’un argano attaccato alla ceppaia piùrobusta e di alcune catene di varielunghezze con un anello da un capoed un uncino dall’altro. Passando 1’ un-cino nell’ anello attaccavale dapprimaalle ceppaie più vicine di quella cui siattaccava l’argano ; poscia congiungen-do le altre catene colla prima legava lealtre ceppaie successivamente, levando-le così una dopo 1’ altra fino all'ultima.Makay impiegava a ciò cinque uomi-ni ; due de’ quali erano all’ argano, duealtri univano le catene ed il quinto invi-gilava sulla ceppaia da levarsi. Quandole catene erano poste all’ ordine i dueche le avevano fissale aiutavano quelliche erano all’ argano. In tal guisa conquattro uomini facevasi più lavoro chenon se ne facesse con venti collo pic-cozza.