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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Ceppo

Le ceppale levate di terra si spacca-no, indi lasciansi seccare i pezzi lessi ele radici, e riduconsi in misure regolariche sono per lo più cubi di una tal di-mensione che varia secondo i paesi. Fri-ma di queste operazioni delle donne odei fanciulli levano dalle ceppale e dalleradici la terra che vi era aderente.

Lo sradicamento delle ceppaie nelmodo ordinario, vale a dire colla pic-cozza, in un terreno alquanto difficileesige per ogni ettaro 3 Co giornate dioperai a i fr. e 5 o cent., cioè in tutto54 o franchi all’ettaro. In questa som-ma però sono compresi, oltre lo sradica-mento delle ceppaie, e delle principaliradici, anche il lavoro di spaccarle, net-tarle e misurarle onde abbiamo parlato.

In un terreno leggero, ove trovansipoche ceppaie grosse, bastano per faregli stessi lavori di un ettaro 300 giorna-te, che a 1 fr. fio centesimi l’una costa-no 3 oo franchi.

In un terreno sassoso su cui fosse unceduo fitto di quercie, carpini e faggiicresciuti su ceppaie poco alte, e d’ unbosco d’alto fusto anch’esso assai fitto evenuto d’un ceduo, si traggono 54 cor-de di ceppaie e di radici all’ettaro (a).

In un altro terreno più fertile ovenon siano grosse ceppaie si ottennero 48corde di ceppaie e radici all’ ettaro. Ilvalore di una corda di queste legna pre-se nei boschi può calcolarsi, a terminemedio, di 6 franchi. Sicché nel primoterreno, il prodotto delle ceppaie pro-venienti dal dissodamento d’un boscosarebbe per ogni ettaro di 324 franchie nel secondo di 288 franchi.

(Noirot — Transactions of thè So-ciety of Encouragement of Aris. )

CEPPO. Pezzo di legno in piedi sulquale tagliasi checchessia con coltelli o

£0) La corda equivale a 64 piedi cubici.

Cera 1 s

mannaie, o che serve a sostenere le in-cudini,lebicornie, i tassi, cc. Visorio duesorta di ceppi, gli uni, come quelli deimacellai, de’ pizzicagnoli, de’cuochi e si-mili, sorreggonsi su tre piedi ; altri, co-me quelli dei bottai, dei magnani e simili,sono semplicemente un ciocco grossoe certo, posto in piedi sul solaio. I mi-gliori ceppi sono d’olmo, e vengono a ra-gione preferiti quelli presi nel luogo incui l’albero diramandosi dividesi in due,i quali hanno per conseguenza due cuo-ri senza vuoto in mezzo. Generalmenteparlando i ceppa devono sempre farsi dialberi nodosi e a fibre attortigliate. Iceppi di frassino sono i migliori dopoquelli di olmo.

Gli oriuolai di Parigi che lavorano inun piano superiore hanno il mezzo didisporre il ceppo che sostiene il lorotasso in guisa che i colpi di martello noniscuolano il solaio con incomodo di quelliche abitano i piani sottoposti ; mettonoessi il loro ceppo soma una treccia digiunco larga da un decimetro ad uno emezzo, ravvolta in piano a spirale. Altripongono il loro ceppo in una cassa pienadi fieno o di crine ; in tal guisa il ceppo ècome sospeso e la elasticità della materiache lo sostiene impedisce che Io scuo-timento si comunichi al solaio. Questomezzo però, cui sono costretti dalla ne-cessità, scema di molto la forza dei colpiche si battono sul tasso, e si dee semprecercare, e principalmente nelle arti in cuioccorre di battere colpi molto forti, cheil ceppo sia stabilito solidamente nè ce-da menomamente, acciò tutta la forzaviva del colpo agisca sul pezzo battuto.

( Paulir Desormeaux —G.**M. )

CERA. La cera è un prodotto natu-rale, la cui origine è varia ; ora provie-ne da diverse piante e chiamansi ceravegetalo ( V. questa parola ) ; ora vienepreparata dalle api.