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Tomo XIX. [Supplimento.]
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I 4 CERA

stende in istriscie, e si assoda, attesa la !fredda temperatura dell 1 acqua, che ba- ignandola continuamente impedisce che isuccessivi strati ottenuti, e che possonoessere sottilissimi, aderiscano insieme.L’acqua dev’essere rinnovata continua-|imente per mantenerla sempre fredda, alquale uopo la si fa uscire dalla parte su- iperiore mentre se ne introduce dell’altraper l’inferiore.

Queste strisele di cera imbiancansi, co-me dicemmo nel Dizionario esponendo-le su delle tele all’ aria ed alla rugiada ese questa mancasse si bagna la cera conacqua che vi si fa cadere sopra in for-ma di minutissima pioggia ; questo me-todo però non pareggia mai l’azione del-la rugiada, perchè l’acqua non è ugual-mente carica di aria.

Per ottenere una cera molto bianca!accostumasi in molti luoghi unire ad essadel sevo in proporzioni più o meno gran-di. Questo miscuglio ha i vantaggi : i.°di dare un lucro maggiore ; a.° di pro-curare cere di qualità inferiore e da po-tersi vendere a più basso prezzo ; 3.° dicompensare il calo che producesi neces-sariamente nella purificazione e chiarifi-cazione ; 4-° di agevolarne l’imbiauchi-inento. Il sevo aggiugnesi a poco a pocoad ogni volta che si fonde la cera perridurla di nuovo in istriscie nell’ im-bianchirla.

I ceraiuoli sogliono torre la ceradalle tele quando il tempo è asciutto, os-servando che nei tempi umidi, la cerasi diminuisce di peso : ma questa perdi-ta non dipende probabilmente che dallaevaporazione dell’umidità.

Berzelio fece conoscere che i cloruridegli ossidi imbiancano la cera, ma cheessa ne ritiene sempre, pel che svolgecostantemente del cloro e rendesi inettaalla combustione. Ciò può forse dipende-va dalla saponificazione di una parte del-

Cera

la cerina prodotta dai cloruri degli ossi-di, avendo Baudrimont osservato chequesti ossidi saponificano i grassi, senzaperdere molto cloro.

Vedemmo annunziato in alcuni gior-nali recentissimi un’ altra maniera rinve-nuto da un inglese per imbianchire per-fettamente la cera in i a ore. Non tro-viamo pubblicato il suo metodo, ma solosi accenna che egli ottiene questo effettocoll’ossigeno puro, e che quando il suoapparato è allestito si possono imbian-chire 5o chilogrammi di cera ugualmen-te bene che colla esposizione all’aria, conla lieve spesa di 3 soli scellini (3* r -,7a).Egli è certo che ove in fatto risulti chel’ ossigeno abbia questa proprietà emi-nentemente scolorante per la cera (lo chenon è del tutto improbabile ) la condi-zione sola da adempirsi nella costruzionedi un apparato per tale operazione sa-rebbe quella di porre a contatto nelmaggior numero di punti possibile, lacera col gas, al qual uopo sarebbe forseottima la cascata chimica di Clemente( V. quella parola ) mantenuta ad altatemperatura, sicché la cera vi conser-vasse molta fluidità e scorrevolezza.

Accennammo più addietro come ri-sulti dagli sperimenti del Bizio potersianche prontamente levare il colore allacera con l’alcoole; ma il costo di questasostanza e la difficoltà di ricuperarlo to-talmente, rendono questo mezzo difficil-mente applicabile alle arti. Inoltre scio-gliendo l’alcoole, come vedremo, quellaparte della cera cui dicesi cerina e nonquella detta miricina , egli è molto pro-babile che precipitando la prima col raf-freddamento questa non si unisca più inti-mamente come prima alla seconda e cheperciò siano cangiate le proprietà dellacera ottenuta, la quale infatti ne dice■ilo stesso Bizio che è più dura e fragileIdeila cera bianca ordinaria.