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grossi e quelli di primavera col nome ili'■rarii minuti; ma vi sono fmmenli e se-
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gale che seminatisi in primavera, ed or-li ed avene che seminatisi prima del ver-no. Diversi agronomi danno più a ragio-ne il nome di grano grosso al frumen-to, alla segala ed alla spelila, qualunquesia il tempo in cui mettonsi in terra, equello di grani minuti all’ avena, al mi-glio, al pauizzo e a tutti gli altri graniminuti.
I botanici classificano tutti i cereali,tranne il saraceno, nella famiglia delle gra-minacee. Sono piante unilobate o mono-cotiledonie, a fiori glurnacei che distin-guonsi fra loro pei caratteri esterni.
Non ci faremo qui a parlare della col-tivazione e dei prodotti dei cereali, do-vendosene trattare pnrtitamente in arti-coli separati (V. frumento, orzo, sega-ta, vena, ec. ) e neppure delle malattiecui vanno soggetti, e dei nemici che lidistruggono ( V. carbone, ruggine, neb-bia, ec. ), ma solo noteremo alcuni fattied osservazioni che riguardando i cerealiin generale, mal si potrebbero ad altroarticolo rimandare.
E primieramente importantissima os-servazione fu quella fattasi da Edwardsc Collin in una loro memoria di fisiolo-gia agricola sullo sviluppo dei cerealimediante un’ alta temperatura, cioè cheseminando nella stagione calda le principali specie di cereali, potevasi averneuna bella raccolta in erba senza che lapianta potesse crescere in fusto a cagionedel calore ; e che la stagione seguente lemedesime piante, passando tutte le fasidella temperatura, potevano dare un bel-lissimo raccolto di grani. Fremy, secre-tano della società d’ agricoltura di Sen-na-ed-Oise, comunicò ultimamente unfatto che prova la verità di tale asserzio-ne. Un membro della Società d’agiirol-ltura di Yincennes seminò al San Giovan-
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ni della segalo ed alla fine della stagioneottenne due tagli in erba ; l’anno appres-so le stesse piante prosperarono in mo-do che un mese circa prima della mieti-tura la segala era giunta a y piedi di al-tezza.
Dee pure qui trovar luogo un cennosu alcuni cereali dei quali difettiamo, eche potrebbero utilmente fra noi intro-dursi, essendosi tentato di farlo con feliceriuscita in alcune parti della Francia , diclima simile a quello d’ Italia .
Darblay introdusse a Grignon unaspecie di frumento conosciuta col nomedi Richelle di Napoli , che può seminarsitanto in primavera che in autunno.
De Salamon, direttore della scuola fo-restale di Nancy, fece conoscere in una suamemoria, una specie di segala poco notain Francia , e molto coltivata nel gran-ducato di Desse. Questa pianta ha moltivantaggi e specialmente per la coltivazio-ne dopo il taglio dei cedui, imperocchéseminandola alla fine di giugno col saia-ceno dopo l’incinerazione, non giugno ilprimo anno che a 16 centimetri circa èquindi lascia libertà per raccorre il sara-ceno, la cui ombra non le nuoce, e non dàspica, nè matura che l’anno dopo, sicchési hanno due raccolti con una sola aratu-tura, evitando la seconda che potrebbenuocere al bosco ceduo. Questo cereale( Secale cereale multicaule ) è origina-rio di Boemia ove seminasi da gran tem-po col grano di estate. Un piede dà finoa 200 fusti, sicché 63 litri bastano perseminarne un ettaro. Per le seminagionimiste mettesi un quinto di questa segalacon quattro quinti di grano. La segalamulticaule riesce in ogni terreno, anchesabbioso, perchè non sia àchistoso e trop-po arido. Dà un grano più piccolo del-l’altra segala, ma più pesante e che con-tiene più farina. D’ordinario rende piùdella segala comune. La farina dà un pa-