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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Chermej

po feltrasi il liquido senza alcuna avver-tenza ; perocché il chermes resta tuttonella soluzione ancorché questa sia fred-data interamente. Allora per avere ilchermes gettasi nel liquido e a piccoleriprese dell’ aceto stillato, mescolandocontinuamente. Il chermes che precipitanel versare le prime porzioni dell’acidotorna a sciogliersi, seguitando a fare ilmedesimo, finché 1’ alcali sia così inde-bolito per la sua combinazione con l’aci-do che non basti a sciorre il precipitato :nondimeno seguendo a versare 1’ acidonasce la totale precipitazione del cher-mes , la quale è accompagnata da uh for-te sprigionamento di gas acido idrosol-forico. Il chermes che ne viene da que-sta prima operazione è allo stato d’idra-to di un bruttissimo color castagno traen-te al giallo ; sicché, a chi non sa il can-giamento che subisce nel perdere ch’es-so fa l’acqua d’idrataziune, parrebbe in-utile lo sperare un bel chermes da quel-la pessima vista che dà allora il preci-pitato.

Dopo la perfetta neutralizzazione del-l’alcali, sospendesi l’aggiunta dell’acido esi versa nel liquore a piccolissime ripre-se quell’ottavo di liscivia caustica che fum esso da parte nel'principio dell’ope-razione. Fatto ciò si mette la mescolanzain luogo riposato per lo spazio di do-dici ore, dopo il qual tempo si comin-ciano a vedere quelle mutazioni di Co-lore, che incontra il chermes a mano amano che perde 1’ acqua e che in modoassai notabile si manifestano nell’ attodell’asciugamento: allora si versa il pre-cipitato sopra un feltro, e si lava beueeon acqua stillata, cioè fino al termineche l’ultima esca scevra affatto di sostan-za alcalina : dopo di che non fa bisognoche di asciugarlo.

L’asciugamento del chermes ne’ me-todi comuni deesi condurre con molte

Suppl.Du. Tecn- T. V.

Chermes óy

avvertenze, così per rispetto alla tempe-ratura, come anche per guardarlo al pos-sibile dalla virtù decomponente della lu-ce. Qui al contrario non bisognano trop-pe cautele per recare a buon terminequesta facile operazione. Quando il pre-cipitato ha finito di gocciolare, si comin-cia dal porlo ( come si usa ) tra cartesuganti, le quali imbevute che sieno diacqua, mercè di una a leggera compres-sione, si rinnovano , e così a mano amano, aumentando eziandio la com-pressione, prima ponendolo sotto \ adalcuni pesi, e finalmente spremendoneI’ acqua mediante un piccolo torchio.Per far ciò s’involge il chermes in pa-recchi fogli di carta sugante doppiamen-te piegati, i quali si cambiano come di-nanzi, finché escono umettati. E da av-vertire che a far ciò basta adoperare unpiccolo torchio di legno, impiegando lametà appena della forza di un uomo.

Quando il chermes è ridotto a questotermine di asciugamento bisogna divi-derlo in piccoli pezzi, mettendolo ad a-sciugare al libero contatto dell’aria, qua-lora la stagione sia calda, od alla tiepidi-là di una stufa essendo la stagione fred-da od invernale : e in questo caso con-viene badare, che il riscaldamento nonvada oltre al quarantesimo grado diReaumur. Il chermes in questo modobene asciugato diviene di un bellissimocolor di porpora, nè altro rimane cheridurlo in polvere e passarlo per istaccio.

Per fare anche questa facilissima mec-canica operazione nella maniera la piùacconcia per servare la bellezza del pro-dotto, deesi aspettare quel punto d’a-sciugamento in cui il chermes stropiccia-to che sia fra le dita si risolva in polverefacilmente ; allora o con questo mezzosemplicissimo, ovvero anche mediante unleggerissimo tiitamenlo in un mortaio divetro, si fa in polvere tutta la materia,6