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Tomo XIX. [Supplimento.]
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56 (Chermes

tutù fondati sullo stesso principio , enon variano in altro cbe nella dose degliingredienti e nella maniera del mescerli,perchè agiscano insieme. Infatti in tuttiquelli che conosciamo, reggiamo adope-rarsi il solfuro d’antimonio, o il metallopuro con una stabilita quantità di solfo,il quale viene fuso e fatto bollire, o fat-to bollire soltanto, con una soluzione deisottocarbonati alcalini di potassa o disoda, onde ne viene il chermes che dà infondo mediante il freddamento. Di quistimiamo avvenire tutti quegli sconci chefrequentemente conducono a male lamentovata preparazione ; poiché è assaidifficile di governare per modo la tem-peratura, che il freddamento segua sem-pre nello stesso modo : anzi reputiamoche qualora non si adoperino tempera-ture artificiali (il che non si usa di fare)non si effettuerà mai il freddamento allostesso grado termometrico, ma ci saran-no notabili differenze secondo che sioperi nelle state o nell’inverno. Oltre aciò cagione di inconvenienti può esservianche nel tempo della bollitura ; con-ciossiachè per quanto si badi bene allamisura del tempo, questo non basta per-chè nello stesso spazio non segua mino-re o maggiore evaporazione di liquido,se il iuoco va lento o gagliardo, d’ onderiuscendo la soluzione alcalina più o me-no concentrata, e per conseguenza ope-rando in diverso modo sulle materie chetiene in soluzione, dee portare altresìuna diversità nel prodotto : e dal cu-mulo di queste circostanze e non da al-tro, crediamo che scaturiscano que’ di-fetti, che spesso ci vengono veduti nelchermes preparato con quello stesso me-todo e diligenza, che altra volta ce ’ldiede bellissimo. Dopo il detto finora èaltresì da notare, che il solfo dorato èanch’esso solubile nei sottocarbonati al-calini dai quali si separa nel freddamen-

Cbermes

to; proprietà, la quale dee variare as-saissimo così per le circostanze dette piùsopra, come eziandio per 1’ affinità chadee essere dell' idrosolfato verso l’i-drosolfato solforo, per cui, mentre quel-lo dà in fondo, dee altresì trasportarecon sé porzione di questo , e contri-buire moltissimo a scemare fa bontà delprodotto.

Ora per le menzionate ragionale qua-li ci sembrarono giuste non solo, maconfermate eziandio dalla sperienza, cidemmo a cercare un metodo per lapreparazione del chermes , col quale sitogliesse il bisogno di attendere che dessein fondo da sé, ma fosse anzi in nostrapodestà di farlo precipitare quando chemeglio ci paresse, per averlo sempre ilmedesimo nelle sue specifiche qualità ,per conseguire il che era duopo esclu-dere, come causa della precipitazione,1’ opera della temperatura, e qualunquesia influenza del liquido più o menoconcentrato, raccogliendo tutto l’effettodella formazione del chermes in un solomagistero di chimica azione interamentegovernato dalla mano del chimico, qualeè appunto il metodo che ora esporremo.

Preudonsi tre parti di sottocarbonatodi potassa puro e se lo fa bollire permezz’ora in trenta parti di acqua stillatacon un peso eguale d’idrato di calce.Finita che sia la bollitura feltrasi il li-quido, e quando è feltrato intieramentese ne pigliano sette parti serbando laottava per l’uso che diremo in appresso.Le sette parti menzionate di liscivia cau-stica riinettonsi a bollire aggiungendovitanta acqua stillala che sia all’incirca se-dici volte il peso dell’ alcali impiegato.Ora quando il liquido comincia a bol-lire vi si mette una parte di solfuro diantimonio sottilmente polverizzato , esostiensi la bollitura per lo spazio di ven-ti minuti o poco più, passato il qual lem-