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restia quelli che ne mangiarono «li sover-chio essere colpiti da paralisi incurabiliod anche dalla morte.
Seminasi al finire d’agosto o nel mesedi settembre, ponendone a,2 a 3 ettolitriper ogni ettaro.
Cicerchia dei prati , pisello di prato ,erba galletta ( Lalhyrus pratcnsis ).Questa pianta molto vivace cresce invarie sorta di terreni, ama 1’ umidità eresiste però bene alla siccità, almeno nel-le terre argillose. Cresce nelle terre ara-tive anche troppo facilmente. Questa ci-cerchia crebbe anche in un pezzo di ter-ra coperta di piote, e formò grossi cespi,quando le graminacee erano appena inistato di falciarsi.
( Oscar Leci.erc Thooin. )
CICOREA ( Cichorium intybus ).Pianta vivace che cresce in tutta l’Euro-ropa lungo le strade e nei luoghi incoltio quasi tali. La sua radice è assai lungaa fittone, e carnosa. Da molto tempo siadoperano le radici e le foglie di cicoreain medicina come toniche e depurative,per ristabilire l’appetito, ec. La si colti-va anche negli orti per mangiarne le fo-glie in insalata, mentre sono ancor tene-re, o nell’ inverno imbianchite, nel qualcaso dicensi radicchio bianco. Prima distabilire come si abbia a coltivarla biso-gna decidere se vogliasi soltanto avernele tenere foglie,imbianchirla o mangiarnele radici. Ad ogni modo però un terrenofresco le conviene più di un secco, eprospera se è in un terreno soffice, pro-fondo e sciolto. Si semina da primaverasino all’ autunno, cioè dalla fine di mar-zo sino alla fine di settembre. Quandola cicorea si vuol mangiar tenera comeinsalata, si seminerà fitta : se vuoisi im-biancarla nel verno o mangiarne le radi-ci, le piante si terranno distanti, perchè 1venga più nutrita, massimamente se vuol- Isi cardarla. Chi vuole avere belle radici 1
Cicorea
• non dee toccarne le foglie, essendosi os-servato che le prime riescono più picco-le se si tocchino e molestino le seconde.
Molti costumano di seminare la cico-rea nei luoghi più bassi ed ombreggiatidell’ orto ove difficilmente potrebberovegetare altri eibaggi, alcuni la pongonoin linee lungo i viali, ma chi vuole aver-ne radicchi bianchi al principio di pri-mavera dee seminarla in un luogo pocosoleggiato. S’ imbianca fra noi copren-dola in piena terra con uno strato di pa-glia di 8 o 9 pollici, sotto al quale gettabenissimo e produce foglie bianche lun-ghe e dolci, ma bisogna aver cura diguarentirle dalle talpe e dai topi che vifanno grandissimi guasti. Ne'paesi menotemperati dei nostri, levansi le piante diterra e mettonsi in una cantina in mez-zo a strati di terra sabbioniccia o di le-tame grossi 2 a 3 pollici, tenendole ri-parate dalla luce. Colla cicorea formasiquella che i Francesi chiamano Barbe diipére eternel. Prendonsi cassette, barilio mastelli di legno ; apronsi colla trivelladei fori nel fondo di questi recipienti,indi cominciasi a porre nella parte infe-riore per ogni buco una radice cui le-vansi le foglie lasciandovi 1’ occhio ; poisi empie ii vaso di terra. Lasciansi usci-re le radici fuori del buco di poche linee,e mantiensi la terra alquanto umida. Apoco a poco le radici cominciano a cac-ciar fuori delle bianche e lunghissimefilamenta che sono assai tenere e gusto-se. Gioverà tenere queste casse ripara-te dalla luce.
Creltè de Palluel introdusse nei din-torni di Parigi la coltivazione in gran-de della cicorea come foraggio. La semi-nava egli slanciandola a mano in prima-vera unita all’ avena dopo due araturenelle terre forti e dopo una in quelleleggere. Dicesi che gl’ Inglesi la semini-no in linee regolari per poterla sarchiare ;