84 Ciliegio
carbone è assai stimato, massime nellefonderie. Non si conserva però moltoa lungo nei magazzini da legname; legiovani piante danno buonissime perti-che e cerchii eCQellenli. I suoi rami di-ritti si forano e se ne fanno canne dapipa, le quali si tengono in gran pregiodai fumatori. Le frutta del visciolo han-no gli stessi usi che indicammo nell'arti-colo precedente.
Quest’ albero si moltiplica tanto coisemi che coll’ innesto. Si preferisce dipropagarlo trapiantando le piante chetrovatisi in gran copia nelle foreste. Lautilità del suo legno e delle sue lrutta,fanno si che meriti di venir coltivato neiboschi ; allora conviene meglio semina-re il frutto, nel qual modo si avrannosempre alberi più alti e più vigorosi.Sembra che la varietà del visciolo a frul-la rosse sia da preferirsi a quella a frut-ta nere, perchè gli alberi che ne pro-vengono sono più alti ed ingrossano dipiù. In ogni caso seminansi le frutta do-po il raccolto, e se si è costretti a diil'e-rire la seminagione conservansi le fruttaponendole in mezzo a strati di sabbiadurante l'inverno. Scegliesi per seminar-vi il visciolo un terreno leggero e benrivoltato e si coprono i semi con un pol-lice di terra lutto al più. I giovani vi-scioli spuntano in primavera, e bisognaaver cura di sbarazzarli dalle eibe catti-ve. In capo d’ un anno sono al caso diessere trapiantati nel vivaio. In gennaioe febbraio vi si pongono le piante a duepiedi distanti, avendo cura di conserva-re il fittone, massime per quelle che de-stinansi alle foreste. In capo a due o treanni mettonsi le piante là dove hanno astare, tenendole distanti 5 a 4 piedi inogni verso, sole o frammiste a querce,faggi, ec., nel qual ultimo caso i viscioliriusciranno ancor meglio. Questo alberocresce bene nelle foreste ed all’ ombra
Ciliegio
delle più grandi piante, ma è ancor piùbello all’ aria aperta. Ama i paesi mon-tuosi, i colli elevati, i terreni calcarei,leggeri ed anche sabbionosi ; non temeche le terre troppo umide od argillose.
Ciliegio comune. (Prunus cerasus,Linn. ). Questo albero è quello che pro-duce le ciliegie propriamente dette, e dàuna grande quantità di varietà da orto.Il suo legno è giallo, rossastro, misto dimacchie gialle, rosse o verdi ; quando èsecco pesa 48 libbre al piede cubico ;cioè meno di quello del visciolo ; ado-perasi per minuti lavori di tornio o distipettaio, ma non mai per la costruzio-ne delle fabbriche, non avendo sufficien-te lunghezza ; spesso però non si adope-ra che come legna da fuoco e coltivasiquasi esclusivamente pel suo frutto.
Qualunque terra conviene al ciliegio,purché non sia nè troppo umido, nètroppo secca, nè troppo argillosa. Pre-ferisce le terre profonde e leggere, enel tempo di siccità abbisogna di qual-che innaffiamento. Si moltiplica cogliossi o coi polloni, ma questi danno al-beri meno belli e più soggetti alla gom-ma. Se si vogliono avere degli alberigrandi si innestano sulle piante venutedi semina, giacché quelle formate coipolloni riescono di mezzana grandezzae quelle innestate sulla marasca an-cora più piccole. L’innesto si dee fa-re a scudo e ad occhio dormiente, e sel’albero è troppo grosso si scapezza e siaspetta che spuntino dei bei polloni perinnestare su quelli. Siccome questi albe-ri coltivansi ad alto fusto, cosi basta-di-struggere il legno morto ; ma pure cre-diamo che gioverebbe potarli come glialtri alberi nei primi tre anni. Solleci-tasi la maturità delle piante e se ne au-menta il volume riducendole a spallie-ra e conservando per tre anni i piccolirami che spuntano sul diuauzi. Volendo