Cilindro
relazione fra la velocità colla quale girail cilindro e quella della vile che ad ognigiro del primo il bulino non avanzi chedi una quantità minore alla lunghezzadel suo taglio, affinchè niuna parte delcilindro sfuga alla sua azione. Adoperasia tal fine un meccanismo simile a quelloche abbiamo veduto impiegarsi per lostesso oggetto nei grandi cilindratoi (V.pag. 90). A mano a mano che il bulinoleva dalla superficie delle rosure se Io faavanzare più o meno con una vite odaltrimenti.
Si può anche dar un moto di rotazio-ne al bulino o ferro tagliente e tener fer-mo il corpo da lavorarsi cilindrico : inquesto caso più ferri o bulini sono pian-tati nella superficie interna d’una speciedi tubo o cilindro cavo e formano conesso una specie di pialla cilindrica, la qua-le, a misura che si volge attorno al pro-prio asse leva dui corpo le parti saglien-ti e gli dà la forma cilindrica. Con questostrumento si lavora il cilindro e gli si dàuna sufficiente continuità ne’due sensi,quando 41 corpo, previamente drizzatonon sia mancante in alcune parti, e nonabbia una grossezza minore del diametrodella pialla.
La pialla circolare è un altro strumen-to, che poco differisce dalla pialla cilin-drica, e serve esso pure a rotondare uncorpo. Questa pialla consiste in un pri-sma quadrangolare piegato in semicirco-lo. Nella superficie concava vi sono as-sicurate delle lamine, taglienti, simili aquelle della pialla ordinaria. La piallacircolare gira sulla superficie del corpoda rotondarsi e colle lame taglienti levala materia che sopravanza. Con ordi-gni facili ad invaginarsi si dà alla pialjaun molo di rotazione, mentre il corpoda lavorarsi • viene spinto e passa pertutta la sua lunghezza sotto la'pialla. Lamacchina costrutta su questo principio
Cilindro qó
è stata posta in pratica in Inghilterra,dove si è trovato che il lavoro che vietifatto colla medesima eguaglia quello didodici operai.
Il cilindro obbliquo si costruisce colprimo dei metodi insegnati, tagliando ilcorpo alle sue estremità in modo cheformi due piani paralelli fra loro ed ob-bliqui agli spigoli che si sono sbozzatinella quadratura del masso o del troncoda cui si trae il cilindro.
Nelle arti e nell’industria meccanica,oltre i metodi precedenti per dar ad uncorpo la fordia cilindrica, ve ne sono al-tri che in alcuni casi meglio si prestanoper la qualità della materia del corpo.
Un gran numero di fili e di vergherotonde di metallo si tirano alla trafila,come i tubi di piombo e le verghe diferro. Il pezzo di metallo che deve es-sere ridotto in filo, è introdotto per unasua estremità nel foro più grande dellafiliera, pel quale è obbligato "a passarevenendo per tal modo assottigliato edallungato. Si presenta poscia il metallocosi ridotto ad un foro più stretto dellafiliera, dove riceve un nuovo assottiglia-mento ed allungamento. Operando nel-la stessa maniera per altri fori che vada-no successivamente decrescendo in gran-dezza, il filo si allunga sempre maggior-mente sinché liducesi alla grossezza con-veniente.
I cilindri di legno o di altra materiafacile a tagliarsi, possono anch’essi esserefabbricati alla trafila: a tal fine serve unaghiera d’ acciaio ben temperato, il cuiorlò da una parte è affilato e tagliente.Primieramentesi sbozzano coll’ascia dellespranghe di questa materia, e s’introdu-cono poscia nella ghiera, indi a colpii dimartello o spignendoh con una vile sifan passare per la medesima, da cui esco-no sotto forma cilindrica. Il legno perònon deve avere alcun nodo, per potere