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Tomo XIX. [Supplimento.]
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j3s Cisterna

maestro a rendere ogni uomo ingegnoso,suggerì utili mezzi per averne buon suc-cesso. E perché adunque cosa patria, epel sommo interesse dell’argomento, nonsarà discaro ai lettori il vedere qui de-scritta la fabbricazione delle cisterne di"Venezia , quale pubblicossi da un pro-vetto e distinto nostro ingegnere.

Incominciasi primieramente dallo sca-vare il terreno in forma di piramidetronca rovescia, sostenendo la terra suilati e sul fondo con panconi di rovere edi larice, perchè non crolli, e per impe-dire alle radici dei vegetali di penetraree di attraversare col tempo gli strati dicreta, dei quali ora djremo. Preparasiquesta creta in masse paralellopipedeben battute e compatte che tagliansi po-scia in grossi pezzi col badile e si impa-stano in guisa da farne una specie dipoltiglia, molle bensì, ma compatta.

Con questa creta così preparata sifanno palle più o meno grosse, secondola maggior o minor robustezza deglioperai, e queste palle gettansi con forzacontro le fodere di legname delle paretie del fondo dello scavo dianzi accennatoammucchiandole l’una su l’altra, coll’avvertenza che non vi si frapponga aria,terra od altro in guisa da formare comeun muro tutto all’ intorno. Occorrendodi dover sospendere il lavoro o al finiredella giornata o pel sopravvenire di piog-gia, sarà d’uopo coprire diligentemente ipezzi di creta posti in opera, e prima cheripigliare il lavoro, converrà fare alcunisolchi con un grosso pettine di legno inquelle parti ove si hanno a sovrapporrealtre palle di creta. Il fondo dovrà inte-ramente coprirsi di creta in una solagiornata ed in seguito si andranno sem-pre aggiugnendo le palle uniformementetutto all’ intorno a zone orizzontali.

Nel centro del fondo collocasi un gran-de masso di pietra, il quale serve di base

Cisterna

alla canna del pozzo che si fa tutta dimuro d 5 un doppio ordine di pietre ce-mentate alla parte inferiore con semplicecreta e sabbia ed anche con piccoli can-noncini frapposti uelle commettiture del-le pietre per dar adito all’acqua d,i tra-pelarvi, facendo proseguire contempo-raneamente 1’ innalzamento di questacanna e quello delle zone di creta, eriempiendo il vano chè limane fra 1’ e-sterno della canna e la creta con sabbiadi mare addolcita. Se si facesse uso disabbia di fiume o di ciottoli pesti con-verrebbe prima assoggettarli a diligentelavacro per tor loro quella terra o bel-letta che potessero contenere e che co-municherebbe all’acqua un ingrato sapo-re. Giunti vicini alla superficie del suo-lo sarà da tenersi la creta alquanto piùbassa di esso, affinchè non si fenda pelgelo o pel soverchio calore della sta-gione.

Verso gli angoli si fanno due bottinidi muro, posti in comunicazione fra lo-ro, mediante ben disposti condotti e neiquali raccolgonsi le acque che cadonosui telti, o sul pavimento dei vicini cor-tili ed edifizii. Così questi bottini comei loro condotti sono fatti di muro a vòl-ta uniti con buon cemento al pari che laparte superiore delle pareti. La parteinferiore di queste medesime pareti sicementa con creta mista di sabbia, ac-ciocché l’acqua dei bottini possa filtrar-vi, attraversare la sabbia e la pareti del-la parte inferiore della canna e passarein questa donde si attigue. Il piano deibottini o dei condotti si forma con sem-plici pietre non cementate,acciocché l’a-cqua possa diffondersi nelle sabbie.

Tutto lo spazio che occupa la cisternadee' coprirsi con una buona selciatura,affinché le sabbie non vengano a gua-starsi per la introduzione di materie e-sitranee, e per impedire qualunque vege-