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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Citiso

trilione. Sotto al selciato possono tarsi(lei condotti i quali portino I’ acqua dadepurarsi nel bottino passando al di so-pra dello struto d 1 argilla. Finalmentegioverà pure che la cisterna abbia unosmaltitoio per dare sfogo a quell’ acquadie vi si adunasse di soverchio.

(F- MaI.EPEYRE-,—G. Salvadori.1

Cisterna della troritba. Ricettacolodi legno fritto alle trombe a ruota, oveviene versata l’acqua elle esse attraggonoe dove corrispondono le docce che laVersano in mai'e fuori del bordo.

(Stratico.)

Cisterna galleggiante. Nome che sidà in alcuni porti ad una specie di bar-che o scialuppe, le quali hanno nella lo-ro capacità una specie di serbatoio benchiuso e bene calafatato per conteneredell’ acqua dolce e portarla dietro itilenavi. (Stratico.)

CITISO ( Cytistis , Limi.,). I citisisono arboscelli, la maggior parte deiquali non si coltivano che per ornamen-to dei giardini. Due sole specie giovanoalle arti ed . all’agricoltura e di questeesclusivamente ci occuperemo.

La specie di citiso, della citiso del-le stipi ( Cylisus alpinum , di Wilde-nowfu per lungo tempo creduto unavarietà del citiso falso ebano , e perciòchiamavasi dai botanici colla stessa denominazione linneana di cytisus labur-mtm. Distinguesi però il citiso delle Al-pi pel d issolto delle sue foglie, e pei|suoi legumi glabri, per lina costola cheguernisce gli orli di questi ultimi, e fi-nalmente perchè forma un albero piùalto che non teme i freddi più rigidi,quando invece nel set tenti ione dell’Europa il citiso falso ebano perisce soventea motivo dei geli. Il citiso delle Alpi ri-trovasi nelle montagne della Savoia, delRellìriato, dell’ Ungheria e della Scozia .

Queste due specie di citisi adopransiSappi Di,. Tecn. T. I

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aneli’essi come alberi d’omamento deigiardini e boschetti, ma si adattano benis-simo in qualunque terreno, tranne quellipaludosi o di creta pura Malesherbea fecepiantare il citiso falso ebano in un suolodi marna argillosa, ove nessun altro al-bero aveva potuto attecchire, e convertìquel terreno dapprima sterile in unacampagnq di buona rendita. Quindi sipossono farne cedui che potranno ta-gliarsi ogni paio anni. I citisi non pos-sono propagarsi con barbatelle', le mar-gotte sono assai lunghe a metter radice ;per moltiplicarli è d’ uopo spargerne isemi sul finire del verno in un terrenoben lavoralo coll’aratro.

Varii animali ruminanti, e special-mente le pecore' e le capre, mangianosenza inconvenienti le foglie del citiso,ma pegfi uomini riescono emetiche epurgative. Il legno di questi alberi ò as-sai duro, flessibile, elastico e resiste alungo senza marcirsi. Questo legno quan-do gli alberi sono giunti ad una certaetà è brunaslro e nerastro, e prende fa-cilmente un bel pulimento : gli ebanistied i stipettai ne fanno varii lavori.

In ipie’ paesi ove i citisi sono comuniadopransi i fusti di 6 a io anni per far-ne cercini, pertiche, pali ed altri similioggetti. (LtnsEi.Ei'R Desi.onhciiamps.)

CITRIUOLO (Cncnmis salivus^h.).Pianta che dà delle frutta lunghe, sca-bra e verrucose, le quali mangiatisi an-cora acerbe, affettate in insalata. Colti-vasi alla.stessa foggia delle zucche e deimeloni, in un terreno sciolto, rua ricco,fresco e ben lavorato. Formanti dappri-ma varie btìche, le quali si riempionoper metà di concime e metà di terra, aseminatisi in aprile ; quando souo natirincalzatisi, negli ardori estivi si ada-cquano e se ne mozzano i rami quando.ono lunghi circa fi decimetri.

Colgoosi i citriuoli o quando sono

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