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potassio. Queste mescolanze s’infiamma-no coll’ acido solforico.
La scintilla elettrica produce Io stes-so effetto della percossa sulle polveri diclorato unito ai combustibili.
Poiché il clorato di potassa si riduceper P intermedio del calore in cloruro ein ossigeno, e poiché P ossigeno agiscesui corpi che noi abbiamo mescolati coiclorali, è facile il comprendere in qualmodo s’accendano le mescolanze per l’a-zione del calore.
Quando si percuotono questi miscugliSOpra un’ incudine, P infiammazione èpure prodotta per la elevazione dellatemperatura che risulta dall’ urto delleparticelle percosse: ma qui vi ha una cir-costanza che mira a rendere i fenomenidella composizione più intensi di quellilo siano nel caso in che si esponga alcalore uno o più grammi d'una di que-ste mescolanze. La qnal circostanza haluogo perchè la compressione si esercitaistantaneamente su tutte le parti, e per-chè oppone una certa resistenza allo svi-luppo dei gas. In tutti i casi il detona-mento è prodotto per la forza colla qua-le 1’ aria che circonda la mescolanza, èmessa in vibrazione dallo sviluppo deigas, dal volume dei quali e dalla rapi-dità Con cui si sviluppano, dipende que-sta forza medesima.
Se non succede detonazione propria-mente detta, quando si scalda allo sco-perto e sotto la pressione dell'aria atmo-sferica una piccola dose di queste mi-scele, ciò avviene perchè l'azione del ca-lore sui corpi non si esercita che succes-sivamente e sopra particelle che già sitrovano in un certo stato di espansione,e che in conseguenza, sono meno elasti-che di quando sono compresse ( V. de-tonazione ).
Nelle detonazioni prodotte dal caloree dalla percussione, se non in tutte, almc-
Cl.OBATf
no sulla massima parte delle mescolanze,1’ ossigeno è sempre quello che reagiscasul corpo combustibile, ed il cloruro ri-mane in totalità combinato col potassio.A noi non pare che accada lo stesso,quando l’infiammazione è prodotta dal-1’ acido solforico sulle mescolanze checontengono corpi capaci d’ unirsi al clo-ro, e nel tempo stesso incapaci d’unirsiall’ ossigeno. L’ acido solforico agendosul clorato, tende ad unirsi alla potassaed a ridurre 1’ acido clorico in ossigenoed in acido cloroso o in euclorina ; ed èverisimile che il corpo combustibile for-mi nel tempo stesso dei composti coll’os-sigeno e col cloro, allorché ve ne siauna tale quantità da produrre questedue specie di composti. E chiaro che seil combustibile avesse delle affinità elet-tive, differenti pel cloro e per l’ossigeno,e non fosse in una proporzione superio-re a quella che potrebbe saturare unodei gas, al quale è più affine, si combi-nerebbe solamente con esso.
Abbiamo veduto nel Dizionario comeil clorato di potassa serva a fare gli ac-cendi-fcoco ossigenati, ed a mostrare glieffetti delle detonazioni.
Dapprincipio si usava il clorato di po-tassa per esca dei fucili a piastre a per-cussione, ma essendosi dappoi ricono-sciuto che ossidava con grande prontez-za le parti colle quali la fiamma era acontatto lo si abbandonò sostituendovisiinvece il fulminato di mercurio.
Berthollet ed altri proposero di im-piegare questo sale per preparare unapolvere da fucile, e si ottennero in tal gui-sa effetti possentissimi e quasi incredibi-li, mescendo 3 parti di clorato di potas-sa, con i di carbone e i y!, di zol-fo ; ma la preparazione e la conservazio-ne di grandi quantità di questa polvererisultavano pericolosissime, ed essendoanche avvenuto uno scoppio che tolse di