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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Crono

«nelle a decomporre quelle che si Ritro-vano nell’aria in varii casi, e che col loroodore o colla azione loro presentano al-cuni inconvenienti pegli uomini, come,per esempio, i miasmi che si spargonotalvolta nelle selle degli ospitali, neglianfiteatri anatomici, e in simili casi. Al-lorché mesconsi insieme volumi ugualid'acido idrosolforico c di cloro, il primogas viene decomposto, formandosi del-]’ acido idroclorico e precipitandosi delsolfo ; ne segue che il cloro può usarsi,come si fa di fatto, per distruggere l’aci-do idrosolforico o l’idrosolfato d’ammo-niaca che svolgonsi nelle latrine. Perquesti casi però soglionsi preferire i clo-ruri, perciocché il cloro conserva in essile proprietà onde si tragge profitto, manon isvolgendosi che a mano a mano cheoccorre, non se ne sparge nell’ aria untale eccesso che valga ad incomodare chilo respira. ( V. Cloruro, Disikfezione.)

Alla temperatura e alla pressione or-dinaria il cloro trovasi sempre gassoso ;ma se lo si sottopone ad un tempo al-P azione d’una pressione forte, e di unabassa temperatura, si liquefa. Sottoquesta nuova forma ha 1’ aspetto d’ unliquido giallo intenso, molto fluido, lim-pidissimo , ed eccessivamente volatile,quando venga restituito alla pressioneordinaria. La sua densità, confrontata conquella dell’acqua, è a un di presso dii,33 ; il suo poter refringente è alquan-to minore di quello dell’ acqua e il suovapore a + i5° centigradi possiede unatensione eguale a quattro atmosfere. Puòvenir distillato entro tubi ricurvi, chiusiermeticamente, e sembra che incomincia bollire al grado -j- 37°. Questa opera-zione non altera punto le sue proprietà.

Se la compressione cessa il liquido sivolatilizza prontamente producendo unfreddo cosi intenso che una porzionedel cloro condensato rimane liquida per

Cloro

alcuni istanti anche dopo cessata la pre*>sione.

Non fu possibile di renderlo solidonemmeno col sottoporlo ad una tempe-ratura di— 1 8° centigradi. Tutti questirisultamenti sono stati osservati da Fa-raday.

Allo stato di gas, quando è puro esecco, il calorico, la luce e 1’ elettricitànon hanno alcuna azione su di esso.Lo stesso non può dirsi quando è umi-do, e per meglio intendere i fenomeniche risultano dalla presenza dell’ acqua,esamineremo ora come si comporta conquesto liquido.

Alla temperatura di ao gradi e sottola pressione ordinaria 1’ acqua disciogliequesto gas in quantità di una volta emezzo il suo volume. Questa soluzioneha un colore, un sapore ed un odore si-mili a quelli del cloro gassoso. La sua a-zione sui colori vegetabili o animale è lastessa. Quando venga esposta a un fred-do di 2 o 3 gradi al di sotto di o° vi siproducono dei cristalli lamellari di colorgiallo carico. Se si decanta in questo ca-so il liquido eccedente, si possono rac-cogliere questi cristalli che sono perma-nenti alla temperatura suddetta, ma cheincominciano a fondersi alla tempera-tura di io o 12°. Trasformansi in que-sta maniera in una soluzione acquosadi cloro, e se ne sviluppa una quantitàalquanto notabile di gas, d’ onde ne ri-sulta una effervescenza più o meno rapi-da. Da ciò si vede che questi cristallidebbono essere considerati come unidrato di cloro, e dietro le esperienze diFaraday, sono composti di 27,7 di clo-ro e 72,3 d’acqua, o ad un di presso di1 atomo di cloro e di 5 atomi d’acqua.

Se si fanno passare dei vapori d’acquae di cloro entro un tubo di porcellanaincandescente , si produce dell’ acidoidroclorico e dell’ossigeno. L’acqua vie-