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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Cobalto

derasi molto la temperatura per timoreche la materia non si agglomeri e la siaumenta successivamente fino al più al-to grado possibile : in capo a 16 o 20ore la operazione è finita. La sostanzaarrostila levasi e se ne rimette dell’altra,appena la fornace si è raffreddata algrado conveniente.

Per ogni quintale di miniera di co-balto ottengonsi circa a 5 a 5 o litri d’a-cido arsenioso che si estrae di quandoin quando dal cammino nel quale entra-no degli operai muniti di. vesti di pellee col viso coperto di maschere con oc-chiaie di vetro : le aperture per le qualirespirano, sono coperte di spugne ba-gnate. L’acido raccolto nella prima stan-za è quasi puro, quello delle altre con-tiene dello zolfo dal quale si separa di-stillandolo in vasi chiusi di ghisa, suiquali adattatisi tre tubi della stessa so-stanza coperti d’un cappello di lamieri-no che comunica con una stanza di con-densazione. L’acido si condensa in unamassa vitrea, una parte della quale è co-lorata ed abbisogna di nuovi affinamenti.

Pel quarzo che contiene minerali dicobalto, mesciuti ed arrostiti con metàdi schlich, la operazione dura sedici oresoltanto.

Gii schlich crivellati danno una pol-vere che adoperasi nelle operazioni, dicui ora parleremo. I frammenti rimastial di sopra vengono pestati a secco edarrostili di nuovo. Gli schlich di primaqualità perdono circa 5 o per 100 ; i co-muni 40 e il quarzo cobaltifero 6 percento.

La zafferà ottenuta con questo meto-do fondesi con potassa, sabbia e con niùo meno del vetro poco colorato dettoesche /, ottenutosi nel lavacro dello smal-to. Si fa il miscuglio colla pala in unapassa di legno.

Pogdesi qqesto in vasi da vetrai al-

COBALTO

quanto conici, fatti con un 1 argilla mol-to refrattaria, e che non contiene calce ;la fornace è circolare, simile a quella deivetrai, e contiene d’ordinario sei vasi:quando la sua temperatura è assai ele-vata se i vasi sono nuovi s’intonacano diun poco di vetro azzurro in polvere e sicarica ciascuno di essi d’un quintale delmiscuglio, e dopo 6 a 8 ore il vetro èfuso ; lo si lascia alquanto in quiete per-chè si rallini; formasi alla superficie unostrato di fiele di vetro e al fondo unamassa più o meno grande di speiss. Do-po aver separato il fiele di vetro pren-desi con la cucchiaia del vetro azzurroche gettasi per ispezzarlo in un bacinod’ acqua che mutasi di continuo acciò simantenga fredda. Se i minerali conten-gono grandi quantità di niccolo si ottie-ne più che metà del vetro senza checontenga speiss ; se lo separa lasciandodeporre nelle cucchiaie, o adoperansicrogiuoli con una doccia per la quale siestrae.

Il vetro pestasi dapprima a secco ecrivellasi , poscia si macina sopra unapietra orizzontale mediante un’altra mo-bile formata di due pezzi di forma pa-ralellopipeda tenuti distanti circa 1 C cen-timetri e posti in una cassa che puòchiudersi con un coperchio ; aggiuguesiun poca d’acqua. Dopo un tempo più omeno lungo, secondo il grado di finezzache vuoisi ottenere, si fa cadere la ma-teria in tinozze di legno aprendo un fo-ro fatto nella parete laterale della cassa.In breve formasi un precipitato dell’az-zurro il più carico detto slreu-blau ossiaazzurro grossolano , che separasi de-cantando il liquido in altre tinozze: nel-la seconda deponesi la J'arbe o colore ;nella terza V e schei o sabbia azzurra , efinalmente rimane sospesoli sumpj-esckelt> eschel di tinozza che fa parte del uiirscuglio da fondersi.