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Tomo XIX. [Supplimento.]
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ig4 Cocomero

coperto dell 1 acqua per un’ Intera notte,ovvero per cinque o sei ore di mattina,affinchè la terra possa bene inzupparsi.Uopo questa innaffiatura mai più si ada-cquino nè si potino. Si stia però qual-che giorno senza entrare nel campo, fin-tantoché il terreno sia assodalo, e allorasi continuerà a rivederli e addirizzarlicome già si è detto.

» Questa sola innacquatura, fatta intempo basterà per condurre i cocomeriad una perfetta maturità, la quale suolcominciare sulla fine di luglio, e conti-nuare per tutto agosto. Se ne colgonoancora nel settembre, ma questi sono diquelli chiamati t lettoni, i quali sono mol-to inferiori ai primi, perchè allegati datralci rimessi, sì pel sapore che pellagrossezza, e questi sono quelli che pos-sono dirsi serotini. Si hanno talvolta an-cora de’ cocomeri che maturano antici-patamente, ma questo succede perchèvenuti in terreno di poco fondo, e piut-tosto renoso.

n Per conoscere poi la maturità ed ilpunto di coglierli, saranno di ciò avver-tili allorquando si vede al cocomero sec-cato il viticchio, e che battendolo con lamano si sentirà dare un suono torbo.Questo è il tempo di toglierli dalla pian-ta, e di trasportarli in luoghi freschi edasciutti, per conservarli qualche tempo,o spedirli in quei luoghi dove è pococonosciuta questa coltivazione. Ordina-riamente maturano i cocomeri quarantagiorni dopo 1’ allegazione.... 1’ ordinariopeso di questo frutto è di 60 a 80 libbre,abbenchè, come si è detto, siansene ve-duti di no trattandosi dei nostrali.

» Quando la stagione accompagna, lasementa dei cocomeri fa un'prodotto con-siderabile, giacche 4° buche hanno da-ta una ripresa di 6o scudi, dal qual pro-dotto difalcando la spesa de’ sughi ec.,la quale può considerarsi per un terzo,

Cocomero

resta sempre un utile di scudi 4o peruna mezza coltra di terreno che restaoccupata nell’ estate da questa semen-ta. Per quanto utile però si ricavi daquesta pianta essa è altrettanto fallace ;poiché se l’estate va molto piovosa, e inconseguenza poco calda, allora i coco-meri languiscono, e specialmente se i go-verni non fossero bene smaltiti, allora lasoverchia umidità li rimette in fermen-tazione, e producono quella che volgar-mente si dice nebbia , la quale distrug-ge affatto gli interi campi di questa se-mente. In tal caso non rimane al pro-prietario che la speranza di farvi unabuona raccolta di grano, che, posto a suotempo in questo terreno ben lavorato egovernato, vi prospera. «

E noto l’uso dei cocomeri. Si appre-stano sulle mense e sono un buon rinfre-scante, quantunque gli stomachi deboli nerisentano dell’incomodo. Diacciato, spe-cialmente in Toscana , viene gradito an-cora dalle persone meglio educate. Alcu-ni vi uniscono del vino spiritoso. Bucholzè in abbaglio quando nel suo Dizionariodelle piante che servono di alimento as-serisce ch’esso è insipido. Egli non avràcertamente gustati i cocomeri pistoiesi.

Due sono le malattie alle» quali vannosoggetti i cocomeri. L’una è la Melala.Questa si presenta in forma, dirò cosìdi vernice su i pori delle foglie e deglisteli. E bianca, dolce ed attrae così gliinsetti che disorganizzano i vasi per suc-chiarla. È prodotta, secondo Talini cheha scritta una bella Memoria sulle malat-tie dei cocomeri, dalla traspirazione arre-stata per un freddo improvviso all’ attoche esce. Yi si rimedia adacquando ab-bondantissimamente le foglie ed i gambiinfetti, acciocché la melala si sciolga nel-1’ acqua e sia da questa portata via, ecosì restituita alla pianta la soppressatraspirazione. Ciò dovrà ripetersi ogni