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superfluo, non valga a comperare ilmaggior dispendio dell’ operazione, especialmenle le spese pel trasporto delcarkon fossile o dei materiali da calce oda gesso a grandi distanze, quand’anchesi potesse ottenere la temperatura neces-saria alla loro cottura.
COIUCCIO. Chiamano i naturalistilina specie di tufo. (Targioni.)
COLA.. Albero africano, le cui fruttaservivano un tempo ai Negri di moneta,cd è ricercato per mangiarsi perciò checolla sua asprezza rende più grati i cibio le bibite che prendonsi appresso ; neiviaggi di mare se ne faceva provvista alCapo-Verde , perocché tre o quattro diquelle frutta bastano a tenere nudrito unuomo per un giorno ed a fargli soppor-tare più a lungo la privazione d’ altri a-limenti. (Jcssieu.)
COLATICCIO dei vulcani. Chia-matisi così i prodotti vulcanici fusi invetri bruni o colorati, bollosi o compat-ti, e che hanno tutta l’apparenza dellescorie di farina (V. lava).
(Broxgxiart )
COLATOIO pel latte. V. cascina.
Colatoio delle fornaci del ferro. (V.
TCMAIEA ).
COLATURA etacqua. Quel depositoclje fanno alcune acque crude e grosse,il quale si condensa in forma di radici eciondoli di varie figure.
(Bjuiixccci.)
COLCHICO. Genere di piante una soladelle quali giova qui ricordare, cioè il col-chico autunnale (Colchicum aulumnale ,C.J. Tutte le parli di esso esalano un odo-re nauseante, nè i bestiami mangiano maiperciò le sue foglie fresche, ma se ne ci-bano senza ripugnanza nè danno, allor-ché sono secche e mesciute col fieno. Leradici fresche contengono un succo lat-tiginoso, di sapore acre brunente che è
violento veleno per 1’ uomo e per vari!altri animali. Raschiando però queste ra-dici, e lavandole parecchie volte è faciletrarne una fecola sanissima e molto nu-triente. Siccome però trovatisi sotterra a5 a 6 pollici almeno di profondità, cosìla difficoltà di svellerle è tale che la spe-sa a ciò necessaria non può forse dalprodotto venir compensata. Il solo casoin cui un coltivatore possa trarre pro-fitto dalle radici del colchico per otte-nerne della fecola, si è quando vogliasiestirpare questa pianta da una prateria,ove si trovasse in tanta copia da nuoce-re al raccolto ed alla qualità dei fieni.Questa operazione dello sradicamentodee farsi in autunno, quando il colchicoè in fiore. A tal uopo ficcasi in quei.ter-reni infestati da queste piiante una fortevanga, colla quale, sollevando la terra ta-gliata in zolle quadrate, se ne levano leradici o bulbi di colchico, rimettendopoi le zolle al luogo di prima ; facendoquesta operazione in primavera, le altreerbe non ne risentono vcrun danno. Lefoglie del colchico stiacciate e bollitenell’acqua adoperatisi in alcuni paesi perlignere le reti dei cacciatori e dei pesca-tori, ec. Danno un colore verde sporco,poco solido, ma opportuno agli usi in-dicati.
(Loiseleur Deslongchamps —-Bosc.)
COLISON. Strumento musicale chesomiglia ad un piano-forte in posizioneritta, armato di corde di minugia. Inve-ce della tastiera trovansi fra le corde al-cuni bastoncini di legno che si toccanocolla mano coperta d'un guanto intinto dicolofonia. Il movimento de’ bastoncini sicomunica alle corde e queste danno unsuono simile a quello dell’ armonica.
( Giunte padovane al J 7 oc. dellaCrusca.)
COLLA . Àll'artirolo aderkxza di que-sto Suppliinento abbiamo veduto in quul