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Se le dimensioni eccedenti di questoarnese impediscono il perfetto contattodi esso col corpo, si vede che ad ognipasso del cavallo verrà gettato or da unapatte or dall’altra pei movimenti alter-nativi delle membra anteriori ; dal chené viene che il cavallo trova un puntod’ appoggio meno esteso, spigne con mi-nore energia sul collare e per la resisten-za che questo oppone vi ha una perditadi moto. A tutto ciò è da aggiungersiche questo arnese nel vacillare da unaspalla all’altra e d’alto in basso, producedegli sfregamenti che possono recaregravi danni, come più innanzi vedremo.
Se il collare è troppo stretto esso nuo-ce alla libertà dei movimenti delle partida lui coperte, e. comprimendo i tubidell’ aria e vascolari può incomodare larespirazione e la circolazione, scemandoper conseguenza la intensità d’azione delmotore animato. Inoltre la sua compres-sione può divenir dolorosa sulle parti sa-glienti del corpo e produrre gravi acci-denti.
Qualunque siasi la direzione delle ti-relle, quella dell’asse EF (fig. 2) deveessere paralella alla direzione della spal-la ; se si tira di basso, in alto i guancia-letti devono essere imbottiti con maggiorcura superiormente ; ed all’ incontro setirasi d’ allo in basso occorre la stessaavvertenza per la parte inferiore, ad og-getto di meglio impedire che il collarevarii di posizione ; questa regola perònon è, in certo modo, che il corollariodella precedente.
In generale i punti di contatto deiguancialetti col corpo devono essere tan-to più numerosi quanto più forte è laresistenza da vincersi ; adunque i guan-cialetti dei collari di que’ cavalli che ti-rano grossi pesi devono farsi di grandidimensioni, acciocché l’animale possa tro-varvi un punto d’ appoggio più largo,
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tirare con più franchezza, e comunicarealla resistenza una maggior quantità dimoto.
La larghezza dei guancialetti è dun-que cosa utilissima in un collare ben fat-to, ma questa larghezza si può ottenerebenissimo senza che faccia bisogno darea questo arnese un peso enorme che innulla contribuisce alla sua solidità. Nonsolamente è inutile, ma anzi molto no-civo allo sviluppo della forza degli ani-mali il guernire il loro collare di ferroe il dare alle stecche quelle dimensioniesagerate che spesso tutlora presentano.Egli è evidente che aggravando i cavallidi questo carico obbligansi ad impiegareper sostenerlo una parte delle loro forzeche potrebbero applicare con più van-taggio contro la resistenza ; perciò ancheda questo effetto ne segue una perditadi movimento.
Pertanto in un buon collare le stec-che hanno ad essere abbastanza fortiper resistere alla forza delle tirelle sen-za che occorra ricoprirle di ferro e darealle loro orecchie una smisurata grandez-za. Le stecche fatte d'una spranghetta diferro colla quale circondami i guancia-letti, riuniscono il doppio vantaggio diessere poco pesanti e molto solide.
Dicemmo che un collare mal fatto puòcagionare tristi conseguenze, e qui leenumereremo, per meglio mostrare quan-to sia necessaria la stretta osservanza del-le regole che abbiamo annunciate.
La compressione del collare sulla par-te superiore del collo, è sovente cagioneche vi si fornii un tumore o callo di na-tura cornea, il quale staccandosi poi alungo andare lascia scoperto il legamen-to cervicale. Talvolta ancora i ripetutisfregamenti di un collare troppo largo inquesta parte medesima o sulla parte an-teriore del garrese vi fanno sviluppare untumore flemmonoso che si apre lasciando