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Tomo XIX. [Supplimento.]
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ma, e perciò stimiamo che in luogo riicercare la distruzione della pulce di ter-ra con mezzi insudicienti o nou applica-bili ad un’ estesa coltivazione, il migliormodo di guarentirsi dai suoi guasti siaquello di procurare che le piante cresca-no rapidamente nei primi momenti delloro nascere. Il fumo di odore acuto cherisulta dall' ablmiciamento dei vegetaliancor verdi allontana efficacemente que-sti insetti, pel che di raro se ne vede ingrande quantità sui terreni di frescodebbiati. Poiteau riferì alcuni esperi-menti fatti nel Belgio , dai quali sembrarisultare che le uova di questo insettovengano recate sul suolo insieme coi se-mi del colsa, circa nella proporzione diuno a cinque; in conseguenza l'autoreprovò ad immergere i suoi semi per 2»4ore od anche per 3 ore soltanto in unalòlle salamoia prima di metterle in ter-ra ; le pianticelle ottenute crebbero esvilupparonsi perfettamente senza cheapparisse veruno di quegli insetti.

Del raccolto del colsa. Si fa questoallorché il colsa è abbastanza maturo, ilche si conosce al colore giallastro ester-no ed alla tinta bruna de’ suoi semi :vale a dire, alla fine di giugno o al prin-cipio di luglio ; non bisogna raccorlotroppo presto per timore d’ottenere semi più minuti, una stessa misura dei qualiper conseguenza ne capisce maggior co-pia, e, ciò che è peggio, dà minor quan-tità d’olio; se si raccogliesse troppo tar-di si perderebbe una parte del raccolto.

Nel Belgio, dice Hotton , dal quale to-gliamo il passo seguente, tagliasi il colsacon una falcinola da o m ,ti a o m ,dialtezza dal suolo e mettesi in faseii indue file fra ì fossi che sono all’orlo delleporche. La parte che è verso il piededelle piante ponesi verso il fosso, i ramiverso il centro della aiuola. Solitamentel’operaio sta co’ piedi nel fosso stesso e

Coma

taglia ora a destra ora a sinistra fino averso la metà d’ogni aiuola. Questa po-sizione agevola grandemente il lavoro,che suol l'arsi dalle donne.

Quando il tempo è asciutto non si ta-glia che al mattino, poiché allora le sìli-qne-essendo chiuse lasciano sfuggire po-chi semi. Quando gli steli sono abba-stanza secchi, il che succede bene spessodopo due o tre giorni, raccolgonsi in telee si levano per metterli in biche o perbatterli ; non si ricorre però al primospediente che quando non si ha il tempodi batterli tosto, o quando il ci^lsa nonèdel tutto maturo e secco, o finSòlmentequando il tempo non è abbastanza hello ecostante per intraprenderne la battitura,come si fa solitamente, all’ aria aperta inmezzo alle campagne. Quando vuol farsiuna bica disponesi uno spazio circolareper modo che la terra vi sia di alcuni pòlli-ci più alta del suolo all’intorno, ad ogget-to di impedire che 1’umidità penetri al-l’interno. Mettesi poscia uno strato uni-forme di paglia grosso o r ",8 a o"‘,i 1, sulquale si stende uno strato d’ngunle gros-sezza di guaime che serve a ricevere isemi che cadono al fondo della bica cche, senza questo precauzione, andrebbe-ro in parte perduti. Si può, come sug-gerisce anche Dombasle, porre il raccol-to in piccole biche coniche di i m ,6 a 2'" ‘d’ altezza che si fanno tosto dopo la fal-ciatura o 24 ore dopo secondo il gradodi maturità. Il seme vi matura meglio ccon minor rischio che nei covoni. Per dis-fare queste piccole biche invece di le-vare gli steli a bracciate, nel qual modosi potrebbero perdere molti semi, sten-desi accanto a ciascuna una tela di 2 m ,Cdi Iato in quadrato, poscia mediante duepertiche di legno leggero che passansisotto della base del mucchio due uomini,lo sollevano tutto ad un tratto e lo met-tono sulla tela che tiene anch’ essa due