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pertiche simili sui .lati, e serve a tra-sportarlo sull’ aia ove se lo batte.
Per battere il colsa all’ aria apertaadoperasi una tela di grandezza propor-zionata alla quantità del raccolto,la qua-le copre tu.tto lu spazio destinato allabattitura, essendo orlata all’ intorno diun cordone saglicnte di terra o di paglia.Portasi il colsa sulla tela e se lo disponecircolarmente . e. tosto che ne è guernitaper due terzi i battitori cominciano illoro lavoro in giro; a mano a mano cheavanzano degli operai raccolgono gli stelibattuti, li legano in fascii e li ammuc-chiano poco lontano, mentre altri operaimettono del nuovo colsa e così via se-guitando.‘Quelli che mettono il colsaprecedono gli altri, i battitori tengonoloro dietro e sono seguiti dai racco-glitori.
In alcuni paesi invece di battere ilcolsa col coreggiato, levatisi i semi a ma-no. Dacché i trebbiatoi si sono molti-plicati in va rii luoghi applicaronsi essianche al colsa, e nel 1829 Dombaslescriveva che trovava molto utile questonuovo modo, col quale si possono facil-mente battere in una giornata io a 12carrettate di colsa senza veiun timoredelle vicende atmosferiche, le quali sìspesso incomodano la battitura quandosi f» in mezzo ai campi. Sovente vagliansii semi sul luogo stesso ; altre volte nonsi mondano compiutamente che quandosono bea secchi, od anche quando si vo-gliono vendere, perchè conservans: me-glio quando sono mesciuti ad un poco ditritume di piglia ; in ambo i casi essendoessi soggetti t riscaldarsi, devono sten-dersi nel granaio in istrali sottili, e sirivolteranno di spesso colla pala o colrastrello nei primi giorni.
Prodotti della ecltivazione del colsa.Mei dintorni di Lilla si calcolò che dueettari di terra dei megVu concimati e più
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convenienti al colsa d’inverno, rendonoin una buona annata, 100 sacelli di se-mi, di circa.5o chilogrammi.l’uno ; gene-ralmente parlando però non si ottienequesta quantità che in 3 a 4 ettari. Sic-come il seme di colsa pesa a termine me-dio 72 chil. all’ettolitro, il raccolto è a-dunque di 34 ettolitri per ettaro. Se con-frontiamo questi calcoli coi dati raccoltinel ponente della Francia e particolar-mente nel dipartimento di Maina e Loi-ra, vedremo che i risultamenti non pre-sentano gran differenza. Ivi nelle cir-costanze più favorevoli il colsa d’in-verno trapiantato e debitamente intraver-sato rende fino aia doppii decalitri allaboisselée, che è una misura di que’ luo-ghi, i5 delle quali fanno un ettaro, cioèrende 36 ettolitri all’ ettaro ; per lo piùnon dà ehe gaio doppii decalitri, valea dire, 3o ettolitri per ettaro, mentre ilcolsa seminato alla volata, rende tatto ulpiù 12 a 16 decalitri per boisselée.
Dombasle stabilisce, dietro le coltiva-zioni da lui fatte, il calcolo seguente, icui risultamenti possono in vero variaresecondo i luoghi, ma che, essendo fon-dato sulla pratica, presenta ad ogni mo-do un interesse-reale.
Colsa d’ inverno.
1. Semina sul luogo a volata.
Fitto del terreno per due an-nate ; per ogni ettaro . . fr. i4°5°o
Ingrassi: 4o carrettate per ogniettaro a 6 franchi l’ima, com-presevi le spese de’ trasportie la mano d’opera per ispar-gerli ; una metà per anno. . 120^0Un’aratura coll’aratro, e due
coll’ estirpatore. So,00
Erpicatura . . . 10,00
3 20,00.