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Tomo XIX. [Supplimento.]
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268 Coltelusaio

olio o ili una lega fusibile formata eli 8parti <H bismuto, 5 di piombo • 3 distagno ; immergono in questo bagno untermometro che segni fino ni 6oo gradidi Fahrenheit. Ivi l’acciaio riscaldato a* 43o° somministra la tempera più per-fetta pei rasoi e pegli strumenti di chi-rurgia : che se il calore è portato fino a46o gradi, l’acciaio è temperato in guisache riesce eccellente pei temperici e pergli altri oggetti di un’ uguale finezza.

Temperati che siano gli strumenti diacciaio è mestieri di arrotarli e polirli.Si arrotano i coltelli fini per mezzo diuna pietra a grani finissimi, la cote , chesi bagna con acqua sempre pura, comun-que sia da preferirsi alla medesima il se-.go. Si poliscono in seguito col farli pas-sare su di una ruota di noce o di quer-cia, servendosi di smeriglio e di olio. Sìle coti che le ruote di legno devono es-sere poste continuamente in movimento,e questo è necessario che sia sempre u-niforme. Le ruote migliori sono quellealle quali è applicata una lamina di sta-gno mescolata ad alquanto di antimonioallo stato di regolo. Gl’ Inglesi dannol'ultima politura ai coltelli della maggiorfinezza per mezzo di ruote coperte concuoio di bufalo, e servendosi di scoriedi ferro unite all’acqua. Altri poi dopoaver arrotato i loro' strumenti collosmeriglio e coll’ olio su di una ruota co-perta di rame, fanno uso per polirli dicalce viva ben polverizzata, e di unaruota semplicemente di legno, e in luo-go dell’acqua adoperano 1’ olio. Per po-lire le fibbie ed altri piccoli oggetti d’ac-ciaio soglionsi adoperare sovente delleruote di una composizione particolare,di una lega, cioè, di stagno e di ottone.Queste ruote, delle quali ve ne hanno dipiù 0 meno grandi, sono infilate in unalbero o asse di ferro appuntato all’ e-stremità inferiore, che è rinchiuso in una

CoLTEUltfAIO

cassa, e 1 che si muove per mezzo di unacarrucola e di una ruota che si comuni-cano fra loro il movimento mediante unacordicella. La ruota di polimento è co-perta di ossido di stagno e di acqua.

Per la politura che gl’ Inglesi esegui-scono sugli oggetti d.elle loro fabbriche,e per la quale acquistano questi una lu-centezza straordinaria tendente al colornericcio, adoperano eglino una polverecomposta di 6 parti di cinabro e di unaparte di arseuico ; i quali componentisono fra loro perfettamente uniti e ri-dotti colla polverizzazione in una massafinissima presso che impalpabile. E pe-rò necessaria una somma avvedutezzanello stendere sulla ruota questa polve-re, nonché nell’ uso della medesima, amotivo che non ne avvenga alcun sini-stro. Pegli oggetti diversamente lavo-rali si adopera nna macchinetta a spaz-zola. Un albero che si muove mercè diuna ruota dentata fa girare tre cilindrisulla periferia dei quali vi hanno dellespazzole a peli corti. Si accostano a que-ste spazzole gli oggetti che si voglionopolire. Il primo cilindro a spazzola puòessere umettalo con olio, aggiugnendovidello smeriglio ; il secondo con olio, so-vrapponendovi della creta di Spagna ;questa si stende del pari sul terzo, main luogo dell’ olio si usa 1’ aceto.

La politura dei coltelli assai fini permezzo delle ruote, alle quali siansi ap-plicate delle scorie, dell’ ossido di ferrood altra polvere di tal genere, richiedeuna somma attenzione pel calpre che sisviluppa nell’operare a motivo dello sfre-gamento i) quale può cagionare al filodel taglio una temperatura sì elevata dafar perdere al medesimo la sua tempera

(V. ARROTINO, BRUNITURA, POLIMENTO).

In seguito alla politura, quanto aglistrumenti fini da taglio si passa ad af-filarli da prima su di una pietra, e per