Coltelli vaio
ultimo sopra una striscia di cuoio, all’og-getto di renderne il filo più tagliente chesfa possibile. Per la prima affilatura siadopera l’olio ; e qui è d’uopo osservareche devesi fare scorrere lo strumento lun-go la cote, non già per la parte della costo-la, ma bensì per quella del taglio ; poi-ché, se qualche molecola eterogenea odanche della stessa pietra rendesse ine-guale la superficie di questa, facendoscorrere il coltello per la costola, la mo-lecola cadrebbe sotto al taglio, e quindine guasterebbe immediatamente il filo.Che se scorrendosi la cote per la partedel taglio s’ incontra una molecola du-ra, si è ben tosto in istato di levamelaprima che il coltello ne soffia alcun dan-no. Tale è appunto il metodo adopera-lo dagl' Inglesi per affilare gli strumentidelle loro fabbriche. Una regola generaleall’oggetto che l’affilatura riesca a perfe-zione è quella di non premere troppocolla mano il ferro sulla cote, nè di al-terare minimamente sì la direzione cheil movimento del medesimo ( V. affi-lare ).
I manichi del coltello si fanno dimetallo, di corno, di osso, di avorio o dilegno. Quelli di metallo sono per lo piùd’argento, si fanno essi di getto in unaforma, e quindi colla saldatura si uni-scono ai coltelli, si limano in seguito esi poliscono a tutta perfezione. I mani-chi d’argento si fanno ora per 1'ordi-nario non più di getto, ma bensì di la-stra d’argento; sono assai più economici.« il loro aspetto è di una bellezza parti-colare attesa la delicatezza con che ven-gono lavorati. Si fabbricano altresì deimanichi d’ottone e di porcellana ; questiultimi sorprendono ben a ragione per laesattezza del lavoro non meno che perla finezza dei colori. Il corno che si vuoladoperare a questo oggetto si scalda daprima, quindi vi s’insinua dentro il col-
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tello. L’osso, l’avorio e il legno ( che diordinario è l’ebano) vengono assottiglia-ti col tornio, poscia col polimenlo si ri-ducono a quella forma ed a quell’aspet-to che si conviene. Alcuni manichi d’ossoacquistano coll'arte un aspetto simile almarmo o all’agata; altri di corno o dilegno vengono intarsiati di madreperla.Intorno al manico evvi un anello metal-lico che striglie e tiene fermo il coltellonel medesimo.
( Gio. Evinco Fovpe. )
COLTELLO. Si dà nelle arti per a-nalogia questo nome a varii utensili, iquali tutti somigliano più o meno al col-tello-che tutti conoscono, e sono sempremuniti di una parie tagliente destinataa produrre la sezione di ciò che le sipresenta e per lo più anche di un ma-nico fermo in asta o pieghevole.
I coltelli lavoransi nelle fabbriche edè solitamente da quelle che i coltellinaili traggono rivendendoli poi a caro prez-zo. Di raro se ne lavora nelle botteghe,ed in tal caso sono per lo più di qualitàinferiore e costano molto più cari. Il so-lo caso adunque in cui sarà d’ uopo ri-volgersi agli artigiani per la .facitura deicoltelli sarà per quegli strumenti chi-rurgici, di agricoltura o simili di formaparticolare e che non si lavorano nellefabbriche.
Nel Dizionario abbiamo indicati variiparticolari utensili, cui si dà il nome dicoltelli e qui ne accenneremo alcuni al-tri; ciò è quanto può esigersi da un’ope-ra generale (jual è 1a presente.
(Paolo Desormealx.)
Coltello. Strumento col quale sismuove la terra incassata nelle radisiallorché si proppaggina.
(Gagliardo.)
Coltello da ostriche. Lo sgusciarele ostriche è cosa di qualche difficoltà,e perciò un artefice parigino , Mignard
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