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tante e sì varie circostanzerelazione.
Per coadiuvarsi però nella scelta diuna utile coltivazione e per trarre daquesta buon frutto è d 1 uopo conosceread ogni momento i risultamenti che ot-tengonsi da quella adottata, a fine dì per-severare in essa se il guadagno corri-sponde, o di farvi quelle mutazioni cheper 1’ interesse dell 1 azienda conosconsinecessarie. Quindi nasce il bisogno ditenere una regolare contabilità delle spe-se e degli introiti che questa coltivazionecagiona, e perciò a dar compimento a
Coltivazione
che vi han per ispecuiazione, i quali danno guada-gno o perdita per loro stessi.
Ecco i principali oggetti che dee ab-bracciare il conto della coltivazione:Avena, Pastoria , Frumento , Buoi damacello , Carote , Foraggi secchi , Fa-va , Grani , Erba medica , Orno, Ceci ,Patate , Praterie , Segala , Lino , Cana-pa , Vacche , Colsa , Trifoglio.
Ognuno di questi oggetti dee avere ilsuo conto separato nel registro della con-tabilità di coltivazione su due pagine runadi faccia all 1 altra, il rovescio d’un foglioe il diritto del seguente; nel lato sinistro
questo articolo stimiamo necessario indi-1si notano le spese e nel destro i prodot-care dietro quali norme abbiasi questa ti. Tutto ciò che si nota in questi conticontabilità a stabilire. |dee valutarsi in denaro. Così le semen-
Questi conti, che potrebbero dirsi di' ti, i lavori de’giornalieri riduconsi inspeculazione o Jìnanziarii , concernono '“numerario, e così pure i lavori dei sa-lotti quegli oggetti che in una rurale in- lariati, ciò che però presenta maggioritrapresa sono esposti a perdite od a gua-! difficoltà. Invero conviene comprenderedagni. Non sono dessi tanto numerosi nel costo della loro giornata, il salarioquanto si potrebbe credere a bella pii-‘annuo, il valore del cibo, dell’alloggio, deima. Vi sono invero molti oggetti che giorni festivi e di quelli che non per-scemano di valore logorandosi, agendo,jmettono loro di lavorare. Da tutti que-
od altamente, ma questa diminuzione divalore non dee loro imputarsi. Così, peresempio, gli aratri, gli erpici, i carri, l'u-nione de’quali oggetti costituisce il fondomobiliare d'un podere, si logorano e siguastano continuamente; ma la cagione
del loro deterioramento deve imputarsi no quattro domestici,
sti dati si tragge una media approssima-tiva, che rappresenta abbastanza beneil prezzo del lavoro dei salariali in ge-nerale.
Ecco in qual modo può farsi questavalutazione : Supponiamo che si abbia-
200 fran-
ai frumento, all’avena, alle praterie, ec.,così la differenza di valore che trovasiin quelli stimandoli a qualche anno diintervallo, forma una somma che dee ri-partirsi fra i vari raccolti in proporzionedella loro estensione, ma che non de-ve far parte del conto di coltivazione.Eo stesso dee dirsi degli animali da la-voro che possono considerarsi come u-tensili viventi, la cui perdita dee quin-di aneli' essa scompartirsi sui raccolti, alpari che il guadagno se ve ne fosse. Non
chi, l 1 altro a 200 e i due ultimi a 270franchi per cadauno, o in tutti 990 fran-chi ; il cibo può calcolarsi a 70 centesi-mi al giorno a testa, o in lutti per unanno a 1,022 franchi ; l 1 alloggio, l’im-bianchitura de' panni, ec. può valutarsiper tutti quattro a 40 franchi all'anno.Sommando il tutto la spesa totale peiquattro salariali risulta di 2,002 franchiall’anno; cioè di 5 1 5 per ciascheduno.
Questi domestici dovranno impiegaredue ore al giorno o un sesto del loro
è però il medesimo degli animali tenuti tempo a governare, nettare ed alimentare