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Tomo XIX. [Supplimento.]
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3oG Goti lìti STIMI. E

All 1 articolo cammino «iel Dizionario( T. Ili, pag. 5i 1 ) abbiamo pure vedu-to come alcuni, considerando il maggiorpeso specifico dei prodotti della combu-stione, si fossero studiati di raffreddarli inguisa che, discendendo, producessero lacorrente come ora fanno salendo, ed ab-biamo detto altresì come fosse andato avuoto questo loro tentativo.

Tutto ciò è molto, non v 1 ha dubbio,pure è tuttora ben lontano da quelloche si può fare. Corrono ormai cinqueanni dacché noi concepimmo e diemmoeziandio pratica esecuzione ad una ideasulla quale avevamo concepite le piùbelle speranze. Il modello però essen-dosi fatto di picaole dimensioni, nonpotè perciò corrispondere all’effetto percui si era costrutto, e non avendoci per-messo le nostre occupazioni di prosegui-re le indagini incominciate, fummo dap-poi scoraggiati dalfarlo dall'avere vedutopubblicarsi da altri varii congegni più omeno analoghi a quello che si era da noiimaginato. Tendeva il nostro progetto arendere utile doppiamente quella partedi calore che nei fornelli ordinarli serveunicamente a produrre la corrente d’ariasuaccennata. Non è questo il luogo didescrivere il meccanismo da noi imggi-nato, nè di fare nn confronto di esso conquelli proposti dappoi, imperocché for-nendo questo un nuovo e possente mo-toiie, così egli è a quella parola che ciriserbiamo di parlarne. La somma in-fluenza però che esso avrebbe sulla eco-nomia del combustibile e negli ordinarlitornelli, ed in altri appositamente co-strutti, he determina a darne qui unaqualche idea, considerandolo in partico-lar maniera sotto quest 1 ultimo aspetto.

Imagininsi due trombe collegate insie-’me, sicché l’una non possa muoversi sen-za trar seco 1’ altra, e le cui interne ca-pacità siano fra loro in quella stessa pro-

CoMBUSTIBU.E

porzione, in cui è il volume dell 1 ariafredda che entra nel focolare a quello del-la calda che n’ esce. Si supponga che latromba piccola aspiri l’aria dall’atmosfe-ra, e la cacci nel fornello sotto una certapressione, e che la tromba grande aspiriquest 1 aria dal fornello stesso, e la ritor-ni all’atmosfera. Egli è chiaro dapprimache se vi sarà un eccesso di pressioneall’ interno , questa esercitandosi suglistantuffi delle due trombe ad un punto,a motivo della inuguale estensione dellasuperficie delle basi di quelli, farà muo-vere la tromba grande che trarrà seco lapiccola, senza che la tensione cessi, per-chè la dilatazione prodotta dalla combu-stione supplirà all’ampliarsi della capacità.In tal guisa variando opportunamentele comunicazioni, a quella guisa che ac-costumasi nelle macchine a vapore, l’ef-fetto si continuerà, e le trombe si muo-veranno come da sè ; la piccola cacceràl’aria fredda nel fornello, la grande ne latrarrà calda. In tal guisa non solamenteotlerrassi la corrente necessaria senza bi-sogno di una forza estrànea, ma si avràdi più un’altra forza spesso grandissima,la quale potrà dar moto ad altre mac-chine. Questo medesimo effetto che sipuò ottenere dal calore perduto dei for-nelli ordinarli, si avrà, e meglio, con unfornello apposito, nel qual caso, basteràevitare l’irradiazione del calore per essercerti che tutto quello che si svolge dalcombustibile verrà dalla macchina util-mente impiegalo.

Questi importantissimi vantaggi nonsono però i soli, essendo evidente chedappoiché l’aria riscaldata sarà uscitadalla tromba maggiore, ed avrà comp-toil suo effetto si potrà senza il menomoinconveniente spogliarla di tutto il calo-re che essa contiene, facendola scorre-re in piccoli tubi posti in mezzo ad unliquido od in qualsivoglia altro modo