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razione di compera o di vendila abitua-le di derrate e di merci, qualsiasi intra-presa di manifattura, di commissione, diforni-tura, di cambio, di banca o di sen-seria, di spedizione marittima ed altreenumerate al titolo Competenza del Co-dice di-commercio. Quindi i proprietariiche limitansi a vendere le loro derratenon vengono riguardati perciò quali com-mercianti, nè, per conseguenza, obbli-gati a prendere uua patente. La leggeproibisce il commercio agli agenti dicambio e ai sensali. Qualunque minoreemancipato di qualsiasi sesso, che Sbbiacompiuti i 18 anni, non potrà darsi alcommercio, se non vi sarà autorizzato dasuo padre o do sua madre in mancanzadel primo. Ogni commerciante è dbbliga-.to ad avere un giornale, il quale presentigiornalmente i suoi debiti attivi e passivi,e tutte le operazioni del suo commercio,come contratti ed accettazioni o giri dicambiali, e questo giornale dee negli Statiaustriaci essere eretto e tenuto a tenoredel Regolamento generale del processocivile, giacché altrimenti perderebbe laforza di prova semipiena che gli vieneaccordato dalla legge fra commerciantiper oggetti di commercio.-
( Bj.asiquì il seniore.)
COMMERCIO. Per molto tempo ven-ne il commercio considerato quale indu-stria iterile e secondaria, e la storia an-tica ridonda di esempii del profondodisprezzo, in cui tenevasi questa profes-sione principalmente presso i Romani.Montesquieu cita una legge di Costanti-no, la quale pone allo stesso rango ledonne di mal affare e quelle che mer-canteggiavano pubblicamente. Dappoi,nel Medio-Evo gli Ebrei datisi al nego-ziare accrebbero piultostochè scemare loinvilimento del commercio nella mentedei popoli, i quali confondevano in unastessa antipatìa la religione di quelli e la
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loro professione. Ai nostri giorni soltan-to dappoiché vennero rigorosamente a-nalizzati i fenomeni della produzione sicomprese 1’ importanza dej commercio edi quell’ aumentò di valore che esso ag-giugn'e ai prodotti, mettendoli a portatadei consumatori ; ben presto stabilissi lagrande divisione di commercio interno ecommercio esterno- elle mostrò 1 1 utilitàdelle comunicazioni per terra e per ma-re, e da quel momento il negoziante as-sunse nell’ umana industria quel postoelevato ove splende oggidì.
Il commercio deriva naturalmente dal-l'impossibilità in cui trovasi ogni paese disomministrare tutti quegli oggetti ondeabbisognano gli abitanti di esso, che anzile varie parti di uno stesso paese ben*spesso producono differenti mercatanzie:cosi il Norte della Francia , paga co’suoitessuti gli olii del mezzogiorno di essa,come 1 ’ Europa cambia i suoi vini conalcuni prodotti dell’ Asia . 11 negozianteche trasporta al Sud le merci del Korteed a Levante quelle di Ponente, dà loroun valore che non avevano innanzi altrasporto, incontra pericoli nella spedi-zione delle navi, lia d’ uopo di intelli-genza per conoscere a quanto possanoestendersi i bisogni dei mercati stranieri ;esercita quindi un ramo reale d’ indu-stria, e forse anche il più efficace di tutti,imperocché senza di esso gli altri tuttiverrebbero ad essere insteriliti. Egli è in-vano che si volle asserire non rendere ilcommercio verun servigio, nè potersi ar-ricchire una nazione che a spese di un al-tra : quando si voile bene e spassionata-mente studiare V andamento degli affari,pro.vò questo che i cambii, quando sianofatti con quella perspicacia che è indi-spensabile in tolte le umane transazioni,riescono profittevoli a tutti. Rigettiamoadunque da noi quel volgare pregiudizioche altro non vede nel commercio se non
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