fi'i8 Commettitura
delle parti onde le commettiture compon-;gonsi. L’incastro, per esempio, per le ca-lettatura a coda di rondine si suol esegui-re dividendo in sei parli uguali la larghez-za dal legno ed assegnando quattro diqueste parti di larghezza alla cima dellacoda e due al collo, facendo la lunghezzadella coda uguale a cinque delle parli me-desime. Per le calettature a maschio efemmina, si dà al primo una grossezza u-guale alla terza o quinta parte della gros-sezza del pezzo nel quale va intagliato ildente ed una lunghezza uguale ai dueterzi o ai tre quarti della grossezza del-1’ altro membro in cui va incavato l’in-castro, al quale quindi si assegnano cor-rispondenti dimensioni. La robustezzadelle commettiture dipende non pocodalle buone proporzioni delle parti chele compongono, come pure assai dall’ e-Sattezza del taglio delle parti medesimee dal loro esatto combaciare.
Esamineremo qui alquanto i metodipratici che seguono i legnaiuoli nel farele commettiture, gli strumenti che viadoperano e le avvertenze che occorro-no, togliendo quanto diremo dell’ eccel-lente operò di Nollel sull’^ife di fare leesperienze, una delle migliori'che cono-sciamo,per quanto riguarda i minuti par-ticolari delle pratiche delle orti.
Bene spesso i legnaiuoli fanno le lorocommettiture semplicemente riavvicinan-do i pezzi ed incollandoli, ma nei lavoriun po'esatti adoperano sempre qualcunadelle calettature descritte agli articoliaddietro citati. Quando vuoisi fare unacommettitura semplice è d" uopo che gliorli da sovrapporsi siano ben drizzaticolla pialla e ridotti a combaciarsi insie-me : mettonsi a contatto frapponendovidella colla da legnaiuoli e si tengonostretti i pezzi di legname sino a che lacolla è seccata ; al qual uopo si adoperaquell’ utensile cui si dà il nome di ser-
Commettitura
gente, in mancanza del quale mettonsi i[lezzi di legname commessi su tavolespianate con denti in rilievo fra i qualisi assicurano con bielle i pezzi incollati.
Per le calettature a linguetta si hannodue pialloni i quali si dicono incorsatoie sono appaiati, l’uffizio dei quali puòvedersi a quella parola, ed all’ articololegnaiuolo del Dizionario (T. vii, pag.567 ). Prima di adoperare questi dueutensili, drizzasi bene un lato del legnosì ai lati che al dissopra, e vi si fa la sca-nalatura presso a poco nel mezzo dellagrossezza della tavola, poscia si fissa la gui-da dell’incorsatoio a linguetta in manierache i due tagli del ferro, trovimi tantodistanti dall’ orlo dirizzato quanto lo èla scanalatura dell’altro pezzo: Se ilferro non tosse largo abbastanza e la-sciasse del legno da un loto a fianco del-la linguetla, se lo leva colla sponderuola,per facilitare la commettitura e renderela unione più perfetta; adoperasi la stes-sa pialla per rotondare alquanto la cimadella linguetta e i due orli interni dellascanalatura.
Nei lavori comuni del legnaiuolo, neiquali può occorrere in seguito di scon-nettere i pezzi, non incollami le linguettenelle scanalature; altrimenti non si tra-scura di porvi anche la colla acciò lecommettiture tengano più solidamente.Quando le commettiture si hanno a farefra due assi sottili, perchè riescano piùforti, giova intelaiarle alle cime. A tal ef-fetto preparami due pezzi di tavola dilunghezza uguale alla larghezza di quel-le che voglionsi intelaiare, e della stessagrossezza, con una larghezza proporzio-nata alla misura totale dell’ insieme ;sopra uno degli orli si pratica una srn-nalatura profonda 4 a 5 linee e che oc-cupi un terzo della grossezza del legno ;segnasi questa con due passaggi del graf-fietto e si scava cori un piccolo badile :