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anzi, a quanto pare, più che colla calceo colla maina; e in vero queste conchi-glie possono contenere qualche materiaanimale che accrescerebbe 1’ azione «leicarbonato «li calce che, come abbiamoveduto, è la loro base principale.
Nell’ Istria si raccolgono le conchigliee s’impiegano a migliorare i terreni, aiquali però, per quanto abbiamo saputo*,si applicano indistintamente. Gagliardoassicura pure che a Taranto queste con-chiglie s; uniscono al rimanente dai leta-mi, e forse avviene lo stesso ancora inaltri luoghi. Coututtociò, generalmenteparlando, le istruzioni procurateci da va-ili paesi posti sul littorale del cessalo regnu d'Italia , non ci hanno data contezzadell 1 uso di tali produzioni per governa-re i terreni.
Ma la quantità grande di testacei e di
Gotici* 5fiy
che'trovassi nelle piccole valli che giac-rciò un fra un monte e l’altro, e in mezzoai colli, distruggono j’ enunziate cattiveerbe. Gli indicati luoghi abbondano diterreni argillosi e però le conchiglie sonouna vera miniera per migliorarli. In man-canza di osservazioni pratiche ci limitere-fim a dire che una gran parte degli auto-ri consigliano di calcinare le conchigliefossili soltanto una mezz 1 ora.
(UenzEi.io —M. A„ Po vis—J’u.iPPo Re.)
CONCHIGLIARE Famiglia di bru-ghi stabilita dal Paulet a scapito dei bo-leti del Linneo . Comprende due specieramosissime che divengono assai volumi-nose e pesauo fino a 5o o 4° libbre.Queste due specie crescono al piede esul tronco degli alberi, e sono chiamateconchigliare ramosissimo (Iìoletus ramo -sissimus Schoeff.) e conchigliare a piat-
couchiglie esistenti ne’mari che cingonoj tello, la qual’ultima specie sembra esserel’Italia per 1’ una parte, e per 1’ altra la;soltanto una varietà della precedente,copia grandissima di conchiglie .tossili ,jEntrambe hanno uu odore e un saporealtre pctrificate, ed altre in is-tato quasi piacevole di fungo; sono buonissime,
naturale,che giacciono a strati nelle mon-tagne e nelle colline di tutta la catena degli Apenniui, ed anche nei munti pres-so le Alpi , non ci permettono di passa-re sotto silenzio l’uso che di questi corpitare si può al upgliorameulo dell’ agri-coltura.
Le sostanze testacee sono utilissimenel loro stato naturale disapplicarsi aiterreni forti o argillosi, cui miglioranoassaissimo. Tengono luogo di marna : cal-cinate, fanno PelleUo della calce. Il mas-simo vantaggio si può trarre dalle sostan-ze medesime che tronviusi polverizzate,adoperandole sole, o prima unendole colletame ; nel qual ultimo stato di compo-sizione sono eziandio più utili, giacché sipossono applicare ancora ai fondi calca-ri. Finalmente sparse sopra le prateriebasse e fredde,, che ridondano di pavie-te,cannucce e giunchi, quali sono quelle
non Incomodando nè riuscendo gravi allostomaco. Si mangiano in vario modo epiù specialmente cotti nel burro col con-dimento ordinario, dopo essere stati scot-tati nell’acqua bollente. Sono mollissimousati in Baviera c in Ungheria , dove, aquel che sembra, si trovano iu gran co-pia. Gli Ungheresi presumono che lagrossezza di questi funghi sia qualchevolta Così mostruosa da riempire unavettura a due cavalli. (Leman.)
CONCI1ILIOIDE, dicesi di ciò che èsimile ad una conchiglia. (Bonsvim.a.)
CONCIA, CONCIPELLI, CON-CIARE, CONCIATORE. V. pei.acaiw.
Coscia della gelatina. Non si puòconciare la gelatina sennonché quandola si ottiene immediatamente trattandocon acido idrochwico diluito le ossa, ol’avorio o gli oggetti fatti con queste so-stanze: qoandola gelatina renne disciolta
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