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che se mettcsi troppo concime nelleterre attive i cereali crescono soverchia-mente in altezza e si coricano, nè vi è al-cun agricoltore, il quale ignori che nei ter-reni leggeri e sabbionosi giova molto piùadoperare il letame in piccole dosi fre-quentemente ripetute. Questa differenzadiviene ancora maggiore pel clima, perl'esposizione,.per varii fenomeni fisici, epel modo di coltivazione, delle quali cir-costanze però è molto difficile tener con-to quando trattasi in generale dell’ argo-mento onde qui ci occupiamo.
Nulladimeno da quanto precede siscorge quali principi! abbiano a serviredi guida, ogni qualvolta si tratta di de-terminare -il momento di rinnovare leconcimature sopra un terreno qualun-que, e la quantità di concime che gli ènecessario. Per regola generate deesi ri-petere la concimatura con sufficiente fre-quenza perchè la fecondità naturale delsuolo non scenda mai al dissotto del gra-do cuj è già pervenuta, e spesso ancoradeesi fissare il punto di arresto in ma-niera che la ricchezza vada gradatamen-te crescendo fino al limite che comportala possa o l’attività del suolo. Parimentenella concimatura deesi avvertire a farl’uso più utile e più economico della for-za del letame, vale a dire, che questo de-ve essere in quantità proporzionala aquella che la possa del suolo aiutata, conun metodo ragionato di coltivazione,puòutilmente decomporre ed elaborare pelperfetto nutrimento e pel compiuto svi-luppo dei vegetabili utili chesi coltivano.
I cereali essendo il più prezioso fra iprodotti coltivati,e con un buon metododi coltivazione essendo la quantità di essiin relazione diretta colla fecondità delsuolo, così si è la loro produzione che■serve a misurare la ricchezza o lo spos-samento delle terre.
■Cadrebbe qui iu acconcio di mostrare
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conte si possa mediante i principii dellaforometria, giugnere a determinare laquantità di ricchezza che conviene didare alle terre di varie forze per ottene-re diversi ricultamenti, o come si misuriil loro spossamento, mediante successiviraccolti e svariate coltivazioni. Ma que-sta parte della scienza è ancora troppocomplicata e troppo incerta per potersisviluppare in un’ opera quale si è lapresente ; perciò ci limiteremo alle vistegenerali precedenti per passare a teoriepiù semplici e di facile applicazione. Con-siderate, per quanto riguarda la fecondi-tà, le terre arative presentano sì ‘notabilidifferenze che, per non entrare in trop-po minute particolarità, fa d’oopo, ogniqual volta si vuole occuparsi della lorocoltivazione in maniera alquanto genera-le, classificarle in certo numero di grup-pi naturali, lasciando all’intelligenza delcoltivatore la cura di vaiolare le piccoledifferenze che separano ciascun gruppo,e di modificare in conseguenza lo sue ap-plicazioni. De Wulffen, appoggiato all’ e-sperienza degli agricoltori ed ai principiidella focometria, cui lece lare importatiliprogressi in un’ opera pubblicala pochianni fa («), fra cercalo di classificare leterre e di valutare le quantità di conci-mi che esse richieggono, lenendo contodelle principali differenze che presenta-no riguardo alla possa ed alla ricchezzae di dettare una semplice teoria perconservare questa ricchezza od accre-scerla. Ecco le basi della sua classifica-zione delle terre che ei divide iu ricche,mediocri e povere :
i.° Secondo lui deesi considerare ric-co quel terreno, il quale in un raccoltodi cereali dà una tale quantità di paglia,ohe, aggiunta ad un peso di fieno uguale
(a) Primi elementi di statica agraria,tìlagdeburgo, i83o.