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Tomo XIX. [Supplimento.]
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CuSCOUHE

vegetali, uè risulta naturalmente che unaterra, dalla quale si esiga un. raccolto dipiante spossataci, perde, più o menodelifl sua ricchezza, e che questa perditaè tasto maggiore,quanto più.à grande ilnumero dei raccolti che le si domandasuccessivamente. Il suolo adunque di-viene a poco a poco meno fecondo amisura che aumenta.il numero dei rac-colti successivi e che esso abbandonaalle piante i succhi nutritivi che conte-neva, e questo impoverimento può giu-guere a tale che i raccolti ottenuti dalsuolo riescano di si poco valore da noncompensare le spese della coltivazione.

Di.raro però.lasciatisi ridurre le terrecoltivate a questo grado di spossamento,ed in generale mantiensi la loro ricchez-za, restituendo loro, di tratto in tratto,mediante la concimatura, la quantità dimaterie organiche consumate dalla pro-duzione delle piante.

Una terra coltivata in qualunque sta-to si trovi ai momeuto in cui se ne tras-sefo. molti raccolti di vegetali di pregio,allorché si termina il corso dell’avvicen-damouto che le si è applicato., e se le di-stribuisconb nuovamente degli abboni?menilo dei concimi, possedè ordinaria-mente ancora sufficiente possa o ricchezzaper dare alcuni prodotti. Questa facoltà diprodurre,.che il suolo conserva ancora, èchiamala da Timer la sua fecondità na-turale. Il momento in cui si deve cessa-re di chiedere alla terra raccolti di ve-rgatali di pregio, e nel quale è necessa-rio di restituirle con abbonimenti o con-cimature la possa e la ricchezza che essa.1*0 perduta eolia produzione, venne in-tdieato da Wulflèn col nome di punto diarresto, imperciocché è quello cui con-tiene arrestarsi se non si vuole diminui-re la fecondità naturale o acquisita del•nolo, al di sotto del quale, cioè, si• cesserebbe d’ottenere il maggior prodet?ànppl. Dt- H . Tecn. T. y.

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to netto o almeno un prodotto sufficien^te a compensare le spese "Uà esso ca-gionate. lE ‘

La fecondità naturale <T una terrapuò aumentarsi o diminuirsi secondole circostanze. La si accresce, per esem-pio, quando si aumenta la sua possacon abbonimenti scelti a dovere, datia certi intervalli ed^in quantità sufficien-te o con moltiplici Iavorii. Parimenti au-mentasi pure successivamente qualora siaccresce la sua ricchezza, distribuendoviuna quantità di concimi maggiore diquella che poterono consumare i suc-cessivi raccolti. Si conserva questa fe-condità se distribuisconsi gli abboni-menti ed i concimi a tali momenti ed intali quantità che ogni qualvolta rinno-vansi, la terra sia giunta allo stesso gra-do di spossamento, ossia allo stesso pun-to d’arresto. Finalmente la fecondità vasuccessivamente diminuendo quando sela lascia discendere al di sotto di questopunto e del grado di possa e di ricchez-za che possedeva ancora al finire delcorso degli anteriori avvicendamenti.

Siccome tutti i terreni non hanno lastessa possa od attività per decomporr»i concimi, e ridurli in tale stalo clic i loroelementi possano servire al nutrimentodei vegetali, così ne segue che si è benlungi dal comunicare a tutte le terre lostesso grado di fecondità cou una conci-matura data in ugual proporzione, conun letame deila stessa specie e qualità ecol medesimo sistema di coltivazione.Ma ciò non basta, è anzi impossibile sen-za recar danno alla vegetazione dellepiante utili di dare alle terre una quan-tità di concime superiore alla loro possa,o più di quanto esse [tossono elabora-re pel nutrimento di questi vegetali oquesti devono assimilarsi in un tempo«lato [ter soddisfare allo scopo della lorocoltivazione. Cosi,per esempio, lutlisuuuo