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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Concimare

che sono il più delle volte mentite o sicu-ramente alterate; ma e perchè si trasportail concime tanti giorni prima di sotterrarlo,e perchè appena versato in piccioli cu-muli, non si può o non vuoisi seppelli-re o almeno non si copre colla terra stes-sa del campo, aspettando a sotterrarlo af-fatto il più tardi che sia possibile? Nelmetodo comune di custodire assai malei letami, non v’ è cosa che concorra ascemarne di più l’efficacia quanto questa.

In qualche luogo nell’autunno si è ve-duto spàrgtfre sulla stoppia una buonadose di letame, poi coll'aratro formaredei solchi profondi, e ricoprire colla ter-ra sollevata il letame, in modo che ilcampo viene diviso in tante porche mol-to elevate, e quantità di terra copre illetame. A primavera poi coll’erpice sen- 1za denti spianano la terra e Tarano . Nelreggiano abbiamo sentiti gli agricoltorimuovere quistione intorno I’ utilità diquesto lavoro. Aldini dicono che il leta-me s’ incorpora meglio ; altri che sciu-pasi infruttuosamente. Nei terreni peròin cui vuoisi applicare letame poc.o ma-turo, da seminarsi a primavera, sembra-ci giovevole una tal pratica.

In quanto al mòdo di fare la conci-matura pei concimi solidi, il modo gene-rale consiste nel portarli sui campi me-diante vetture, vuotar queste facendo 4a 6 mucchi del contenuto di ciaschedu-na e distendendo poscia questi mucchi inguisa da farne uno straio regolare e conti-nuo, il quale lavorio si fa da uomini o dadonne armali di forche ; un’aratura ser-ve dappoi a coprire il concime di terra,poscia il cilindro e l’erpice servono a smi-nuzzare questa come si conviene. NelleFiandre non si conducono i concimi suicampi se non che lo stesso giorno in cuisi ara la tèrra, sicché nello stesso giornotrasportasi il concime, se lo sparge sulsuolo e se lo copre colTaratura. Quando

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il tratto di terra è grande se lo divide inpiccole porzioni su ciascuna delle qualicompionsi in un giorno tutte le operazio-ni anzidelte. I coltivatori di quel paesestimano ben a ragione che il concime per-da la maggior parte del suo valore quan-do rimane esposto per qualche tempo allapioggia e più ancora al sole, e quando losi adopera qualche tempo dopo la semi-na perciò sogliono, dessi seminare la ter-ra lo stesso giorno che venne concimata.Potrebbèsi però differire d’ alcuni giqrnila seminagione, purché tuttavia il conci-me immediatamente dopo sparso venissericoperto di terra, che tleesi anche com-primere più o meno» col,cilindro. Ope-rando in tal guisa si triftterrebbero nelsuolo.la maggior parte dei gas e del liqui-di utili dai quali la vegetazione trarrebbeposcia partito ; finalmente il frapponi-mento delle sostanze terrose ritardereb-be la decomposizione.

Si seppellisce il letame coll’aratro, col-la vanga o colla zappa. Nel primo casonon suolsi d’ordinario scendere ad unaprofondità maggiore di due decimetri; eciò basta per quei prodotti che non s’in-sinuano molto sotterra. Colla vanga sigiugne ai quattro ed anche più. L’ usodella zappa è commendevole per que’con-cimi soprattutto, i quali, come per esem-pio gli stracci, si vogliono dividere inpiccioli pezzi, e coprir bene ; lo che veg-giamo con assai diligenza farsi dagli agri-coltori bolognesi. Vi è poi la picciola zap-pa che serve agli stessi a ricoprire conci-me e semenza ; metodo praticato univei>salmente pe’canapai. bisogna però averemolla pazienza. Preferibile nei casi ac-cennali è questo metodo a qualunque al-tro. L’aratro e la vanga seppellendo bas-so il concime, massime se sia esso ben di-gerito, ne rendono molte volte T attivitàquasi nulla per le piante che poco innan-zi entrano in terra, o certo n» primi me-