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Tomo XIX. [Supplimento.]
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3g4 Concime

ma è a notarsi che le materie letamino-se ne formano quasi tutto il fondo. Alcontrario altrove la minor parte sono lesostanze animali.

Questa foggia di concime non è pra-ticata in campagna generalmente. Mapure vedemmo anche nelle ville certiaccattoni occuparsi nel fare de' mucchianzidetti. Questi sarebbero eccellenti,massime per le praterie, attesa la copiagrande di polvere che vi si unisce. Masiccome la quantità delle sostanze checoloro giornalmente ragunano, è assaiscarsa, cosi ricercasi lungo tempo primache ne abbiano formato un cumulo; ilsole e le piogge portano via e sciupanomolto de’ succhi di tali composti, e per-ciò sono essi d’ una qualità inferiore.

Molti pur vi sono, che ad aumentarei letami aggiungono ai medesimi dellaterra. Chi, ed è questa forse la manierapiù comune nel luogo ove posar de-ve la massa presso alle stalle, stendeprima di cominciarla uno strato di ter-ra, la quale imbevutasi delle orine e giàfecondata, trasporta poi sopra le prate-rie con grande vantaggio. Altri usano1’ alternare gli strati di terra a quelli delletame nella composizione delle loromasse. Questa può divenire certamenteuna delle migliori pratiche, ma vi sono al-cune avvertenze che vedemmo aversi benda pochi, e che sono essenzialissime adassicurare la riuscita del miscuglio. Men-tre una parte degli agricoltori assoluta-mente si dichiara contraria a simile li-mone, havvene un’altra che va al di là,e crede che quanta più terra si aggiu-g»e alla massa, tanto più questa riescagiovevole. Ciò è un errore. Una sover-chia copia di terra incorporata al leta-me, tenendolo troppo compresso, neimpedisce la fermentazione; pel che puòbenissimo avvenire che quando si rivol-ta la massa, poco o nulla della medesi-

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ma sia decomposto, ed in conseguenza^diseccata talvolta moltissimo, abbia per-duto della sua migliore sostanza. In ognimodo, tardando la predetta decomposi-zione, sempre ritardasi il buon effettoche si può attenderne, e bisogna applica-re talora il letame non digerito. Non ab-biamo veramente esperienze atte a farcistabilire la quantità della terra che puossiaggiugnere. Solamente troviamo che piùsene può incorporare ai letami grassi cheai magri ; più al letame che si fa in pri-mavera, meno a quello di estate e diautunno, e molto meno a quello d’in-verno. Più volte abbiamo inculcata lanecessità di servirsi d’una terra di qua-lità totalmente opposta a quella delfondo che si vuol migliorare ; quandoperò'essa manchi, potrà benissimo con-venire quella altresì del campo da leta-marsi. Ne abbiamo veduti ottimi effetti.Consiglieremo sempre , principalmen-te quelli che fanno'de’letami facili afermentarsi, di mescolare terra a’mede-simi. Cosi impediranno l’accensione, edavranno meno, se non forse mai, biso-gno di rivoltare sossopra le masse. Ilmaggior vantaggio dell’ unione delle ter-re proviene dall’ imbeversi che fannoesse adagio adagio di tutti i principi!volatili de’ letàmi, e quindi meglio co-municarli al rimanente della campagnasu cui si spargono.

Tenne recentemente annunziato po-tersi preparare un concime eccellente in24 ore, stabilendo uno strato grosso unpiede d’ erbe parassite verdi, e sten-dendovi sopra uno strato sottile di calceviva polverizzata ; si continuerà a so-vrapporre alternativamente questi variistrati : è cosa essenziale di evitare la in-^Gammazionc spontanea che potrebbe av-venire pel riscaldamento della massa, ri-coprendola di terra e di piote.

Da Olmi indicò il metodo seguente