ConcihaTi
Abbiamo omessi in questo quadro va-ni altri concimi, come le fecce di colla,le ceneri animalizzate, i terricci, variicomposti e resti animali, perchè la lorocomposizione è troppo varia, o perchè iloro effetti non vennero esaminati.
Ricordiamo da ultimo, che nella scel-ta dei concimi non si dovrà riguarda-re soltanto al prezzo che costano, maancora tener conto della speciale loroinfluenza sulla parte erbacea o sulla pro-duzione del grano, del sapore che co-municano ai foraggi od alle piante com-mestibili, della loro azione più o menoregolare, del loro effetto secondario co-me abbonimenti o come stimolanti; final-mente della spesa necessaria a spargerlisul suolo e delle cure onde particolar-mente abbisognano quelli che agisconoassai rapidamente, per evitare di porli acontatto coi semi, coi teneri steli o colleestremità spugnose delle radici.
(C. Bailly de Mebi.iecx—Sooi.argeBodin —Filippo Re —A. Payey.)
CONCINATI. Combinazioni del con-cino puro colle diverse basi salificabili. Visono concinati acidi, neutri e basici : iprimi sono sempre solubili, molti dei se-condi e dei terzi lo sono poco o nulla.Sono affatto insolubili quelli neutraliz-zati da basi terrose e dagli ossidi d’ar-gento, di piombo, di rame, di stagno, diarsenico, di cromo, di mercurio, e pocosolubili gli altri a base alcalina. Sono orabianchi, ora più o meno gialli o scuri, lesoluzioni di essi sono sempre gialle.Hanno un sapore astringente, al qualequelli con eccesso di base alcalina uni-scono quello alcalino. Veruno vale aprecipitare la gelatina, senza 1’ aiuto diun acido, ed havvene alcuno, come ilconcinato di soda, che non la precipitaneppure coll’aggiunta d’un acido. Alcu-ni di questi sali sono in masse cristalline,altri in masse estratliformi od amorfe.
Sappi. Dii. Tecu. T, V.
Concino 4°5
II concinato di ferro forma la materiacolorante dell’ ikchiostbo comune dascrivere. (Antonio Bmjcai.assi.)
CONCINO o TANNINO, Sostarneastringenti o concianti. Il Seguin aven-do nel 1792 rivolto 1’animo ad esami-nare chimicamente 1’ arte della concia,giunse a spiegarne i fenomeni, ammet-tendo nella scorza di querce, e più gene-ralmente nelle materie vegetabili, dotatedella proprietà di conciare la pelle, unprincipio immediato, a cui diede il nomefrancese di tannin, che nel volgar nostrotrova l’equivalente in quello di concino,e che da alcuni è stato tradotto anche inquello letterale di tannino , e gli assegnòper caratteri d’avere un sapore astringen-te, di precipitare la gelatina e l’acqua dicalce, e finalmente, di conservare le pelli,combinandosi seco loro nell’ operazio-ne della concia. Siffatto modo di pensarefu di leggieri adottato, in quanto che sot-toponeva al dominio della chimica un’ar-te importantissima, e la spiegava con mol-la semplicità ; oltreché, siccome nessunaltro principio immediato vegetabile erastato riconosciuto atto a precipitare lagelatina,si considerò generalmente il con-cino come una sostanza organica ben ca-ratterizzata, e la gelatina fu annoveratafra i più importanti reagenti per l’analisivegetabile. L’ uso frequente che se nefece, condusse bentosto i chimici a tro-vare nelle piante copioso numero di so-stanze, che la precipitavano, e che, giu-sta l’opinione del Seguin, dovevano con-tenere del concino ; ma nel paragonarequeste sostanze a quella da questo chi-mico distinta nella scorza di quercia enella galla, fu impossibile, malgrado ildesiderio che se ne aveva, di riguardarlecome affatto identiche, soprattutto allor-quando 1 ’ Hatchett ebbe dimostrato nel1 8 o 5 , che le materie carboniose, le resi-ne, ec., sotto 1’ azione dell’acido nitrica,5 a