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Tomo XIX. [Supplimento.]
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4ia Conciso

descritte a quella parola ; noteremo a-desso ciocché più importa all’ oggettoche consideriamo in quest’ articolo. Si èda gran tempo riconosciuto che sarebbestato importante di ricercare se si possa-no procurarsi dei gallali di potassa, disoda, di ammoniaca, di barite, di stron-ziana e di calce, operando il miscugliodei corpi senza il contatto dell’aria. Che-vreul si assicurò,che mescolando in cam-pane piene di mercurio delle soluzionidi queste basi salificabili con una solu-zione di acido gallico, si ottengono deigallati scoloriti, dei quali sono solubiliquelli di potassa, di soda e di ammonia-ca, ed insolubili gli altri. E degno d’os-servazione che questi gallati, soprattuttoquelli che sono solubili, tostochè ven-gono a contatto con l’ossigeno gasoso, loassorbono rapidamente, si colorano diverde, se sono neutri, e di rosso, se con-tengono un eccesso di base ; nel qualcaso v’ ha più gas assorbito che nell’ al-tro. Operando col gallato di barite, e se-parando la base con l'acido solforico, sivede convertirsi 1’ acido gallico in unamateria, che è acida ed astringentissima.In una esperienza di Chevreul , un centi-metro cubico d’acqua, che teneva in so-luzione 0,2 gr. d’acido gallico ed un’ e-guate dose di potassa all’alcoole, ha as-sorbito 58 centimetri di gas ossigeno.

Il principio colorante giallo volatile del-la galla venne scoperto da Chevreul , neli 8 i 5, e formò dappoi il soggetto di unlavoro di Braconnot che gli diede il no-me di acido allagico. Trovasi in unamateria bigia giallastra che viene separa-ta dall’estratto di galla, allorché si trattacon piccola porzione di acqua, ovveroancora dalla infusione di questa sostanzaquando si abbandona a sé medesima. Inquest’ ultimo caso il deposito s’ accrescese l’infusione ha il contatto dell' aria,perchè allora una parte della materia di-

Coscmo

sciolta venendo ad alterarsi, la materiabigia giallastra, naturalmente insolubilenell’ acqua, si precipita.

Sotto la pressione ordinaria questamateria non cede che pochi atomi dimateria all'acqua ed all' alcoole bollenti.Arrossa la carta di laccamuffa. Non con-tiene che o,oi i4 di calce e di ossido diferro. Allorquando per 3o volte si lavacon alcoole nel digestore distillatorio,l’alcoole si colora in un bel giallo, e la-scia, freddandosi e concentrandosi, de-positare dei cristalli acidi. Il colore diquesti cristalli varia dal giallo rossastroal bigio fulvo leggero. Il residuo insolu-bile nell’alcoole è principalmente forma-to d’ un composto di materia azotata, diacido gallico, del principio giallo, di cal-ce ed ossido di ferro. E di un color bi-gio, e dà del sottocarbonato d’ammonia-ca collo distillazione.

I cristalli gialli rossastri che abbiamoveduto ottenersi dal lavacro coll’alcooledella materia bigia giallastra non hannonè sapore nè odore, ed arrossano leg-germente la carta di laccamuffa umettata.A freddo, non cangiano il colore dell’a-cetato di perossido di ferro ; ma facendobollire le sostanze insieme, si manifestaun colore bruno nero. Sotto la pressio-ne ordinaria, 1’ acqua e 1’ alcoole ne di-sciolgono solo qualche atomo. Tuttaviaquesti liquidi prendono un bel giallo pelcontatto degli alcali, e precipitano l’ace-tato di piombo in fiocchi gialli, e dopoessere stati concentrati precipitano l’ace-tato di ferro in Cocchi d’un nero verda-stro. Questi cristalli, riscaldati con seiparti d’acido nitrico a 52 gradi, s’alte-rano e colorano il liquore di un bel ros-so. Se dappoi si aggiungono 6 parti diacido nitrico, la soluzione riesce compiu-ta, ed il liquido dà una quantità d’aci-do ossalico che è la metà del peso deicristalli esperimentati , Questi cristalli