Condotto
senza dar segno della menoma altera-zione, una colonna d’acqua dell’altez-za di metri 5 o 5 , cominciò a deformarsiquando la colonna d’acqua pervenne al-l'altezza di metri 366 ,e finalmente scop-piò alla pressione d'una colonna d’acquadi metri 427. Sarebbe questa una provacontro alla testé allegata equazione. Main un'altra esperienza dello stesso Jar-dinet,un tubo della grossezza dio 1 ",008,e del raggio di o m ,oa 5 , non potè resi-stere che ad una colonna d’acqua altametri 244, e s i ruppe sotto un’altezzad’acqua di metri 3 o 5 , mentre si deducedall’equazione che avrebbe dovuto soste-nere una colonna d’acqua dell’altezza dimetri 409. Si conclude pertanto da que-sto secondo sperimento’che l’equazionestessa non è abbastanza sicura, e che ta-rebbe pericoloso di farsene una normagenerale per le pratiche determinazioni.Bensì questa seconda medesima spe-ranza ci potrà utilmente servire a cor-reggere l’equazione in guisa che i valorida essa risultanti possano meritare unipiù giusto grado di fiducia. Riassumen-do perciò l’equazione primitiva k G “1000 pr , facciamo G ~ 0,008; p ~244 ; r — o,oa 5 , e ne ricaveremo k ~762500 ; e quindi sostituito questo va-lore nella stessa equazione primitiva,essa si convertirà nell’altra 7625 G ~
10 p r, per mezzo della quale si potràdeterminare qualunque dei tre elementiG, p, r, qualora gli altri due sieno noti.
Si propose anche l’uso dello zinco perla costruzione dei condotti ; ma la suafacilità di ossidarsi fa che abbia assaipoca durata e che si usi di raro. A"nche
11 rame non si adopera quasi mai perfarne condotti, perchè, quantunque ec-cellente per ogni altro riguardo, riusci-rebbe di troppo costo.
L’uso dei tubi di ghisa si è molto piùdiffuso oggidì atteso il basso prezzo cui
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giunse quella materia e la accresciutaabilità dei gettatori, cosicché in generalenon si adopera il piombo che pei pic-coli tubi il cui diametro è minore di 6centimetri, preferendosi in ogni altrocaso quelli di ghisa.
I condotti di ghisa o di ferro fusosi fanno di vario diametro secondo lediverse occorrenze, e della lunghezzad’uno o di due metri. Quando la ghisasia di buona qualità, ad un tubo dicondotta, il cui vano abbia il diametroo m ,io 85 , basta assegnare una grossezzadi o m ,oog ; e così per un condotto dio 7 ",i6a4 di diametro è sufficiente unagrossezza di o Tn ,oii, e successivamenteaumentando il diametro de’ condotti,l’aumento della grossezza basta che siao m ,00226 per ogni o”‘,o 54 i che cre-scono nel diametro. Presso le due estre-mità di ciascun tubo sporgono tutto al-l’intorno dei larghi orli, talmente che po-sti a contatto i capi di due tubi, gli orlicorrispondenti si trovano a distanza didue o tre millimetri l’una dall’altra. Que-sto vano fra gli orli è occupato da unao più rotelle di cuoio o di feltro, fra lequali sovente se ne pone una di piom-bo, e quindi i due tubi vengono unitiper mezzo di viti che stringono insiemei detti orli ed il cuoio interposto, ilquale serve a chiudere perfettamente lacongiunzione, e ad impedire qualunquedispersione d’acqua.
Riunisconsi i tubi di ghisa oltre-ché nel modo anzidetto in un altropiù semplice e meno costoso, del qualepuò aversi un’idea osservando la fig. 4della Tav. XXI delle Arti meccaniche.Vedesi in essa come ciascun tubo abbiaad una cima un rigonfiamento a o spe-cie d’imbuto e dall’altra cima un sem-plice cordone sagliente b. Si fa entrarela cima a cordone dell’uno nel rigonfia-mento dell’altro in guisa che resti la