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Secondo Sheldrake, si prepara ver-sando sulla coppale, falla pria in piccolipezzi, una mescolanza di quattro once124^,57 di ammoniaca, e di una libbra375 S r ,o 9 di olio di trementina. Si fa bol-lire lentamente questa mescolanza, inmodo che si possano numerare le bolleche se ne innalzeranno. Se si impiegauna temperatura più bassa, ovvero se sioltrepassa questo limite, l’operazione siarresta, e non può riattivarsi. La storta incui si fa bollire la mescolanza, deve es-sere chiusa con uno sughero, che si assi-cura con un filo metallico, e si traforacon un ago. Allorché la coppale è quasisciolta, si interrompe l’operazione, e silascia che il tutto si raffreddi prima dilevare il turacciolo. Questa vernice haun colore fosco, ma se si stende in sot-tili strati, risulta, dopo il seccamento,priva di colore. Un inconveniente dieha la vernice preparata in questo modosi è che si secca difficilmente. Sheldrake,per toglierle questo difetto, aggiunge allamescolanza dell’olio di noce, reso secca-tivo per mezzo della cerussa, ed agita lamescolanza fino a che se ne sia separatotutto l’olio di trementina.
La così detta vernice chiara di cop-pale, ossia la soluzione della coppale nellospirito di vino, si prepara, secondo Rla-prolh nel seguente modo. Si versano so-pra quattro parli di coppale, fatto inpolvere fina, in una fiala, che possa con-tenere ventiquattro parti di alcoole, do-dici parti di questo fluido ; si chiude labocca del vaso, si agita il tutto insiemeper molto tempo, si pone quindi la fialanel bagno di rena, e si riscalda a poco ar°co a poco la mescolanza fino all’ebolli-zione dell’alcoole. Si fa bollire quest’ul-ùmo fino a tanto che non si scioglie piùnulla : si decanta allora il fluido, vi siaggiunge una parte e mezza di trementi-na di Venezia , e si digerisce la mesco-
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lanza fino a tanto che ne risulti un fluidochiaro uniforme.
Sheldrake scioglie una mezz’ oncia(1 5 ^', 5 ) di canfora in una li( 3 7di alcoole, e versa la soluzione sop'raquattro once ( 124^,37) di coppale. Sipone il matraccio nel bagno di rena, esi segue il medesimo metodo che que-sto chimico ha prescritto, per prepararela vernice grassa di coppale. Si sciogliein tal modo una notabile quantità dicoppale e la vernice che se ne ottiene èaffatto scolorata: sì deve pierò inrpiegar-vi un'forte grado di calore per espeller-ne la canfora.
Il medesimo autore ha proposto nelgiornale dì Nicholson il seguente meto-do, per isciogliere nell’alcoole la coppale.Si prenda un forte vaso di stagno, op-pure di un altro metallo, che abbia laforma di un fiasco da vittore la capacitàdi circa due quart (2 llt -,2 7). A maggiorecomodo gli si attacca al collo, che deveesser e lungo, un manico. Si chiude la boc-ca del fiasco con un turacciolo, di seve-ro, che vi sia ben adattalo, il quale peròdeve essere traforato con una sottile aper-tura, affinchè quando lo spirito si dilatapél calore, possa disperdersi una piiccolaquantità di vapori p>er mezzo di questaapertura, e si eviti in tal modo lo scop-pio del fiasco.
Si scioglie una mezz’oncia ( 1 5 $ T , 5 )di canfora in un quart ( 1 5 ) d’oliodi trementina, e vi si versa la soluzionedell’alcoole contenuta nel vaso. Posciasi prende un piezzo di coppale, del vo-lume di una grossa noce, si fa in pol-vere grossolana, oppure si rompe in pic-coli pezzi, §i getta nel fiasco, vi si assicurail turacciolo coti un filo metallico, e siespone il fiasco al più presto possibile,ad un fuoco vivo, affinchè l’alcoole passitosto in ebollizione. Si mantiene la me-scolanza per un’ ora circa in una leggera