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battendole moderatamente , acciocchépoggino bene dovunque; le commessurein mastice si fanqo nello stesso tempo,ed esso si fa rifluire pel di sopra batten-do in fianco le lastre acciò meglio si uni-scano: se le lastre non sono ben diritteed appianate superiormente, è meglio la-sciare i risalti che si tolgono dopo, piut-tosto che calzarle con biette per acco-modare le obbliquilù. Si può dare adesse da una linea e mezza di pendio finoa tre linee, secondo che sono esposte almezzodì o al norte. Una terrazza l’altacosì sopra una scuderia da più di trentaanni , è ancora in buono stato e nonebbe bisogno di veruna manutenzione.
Si può essere certi che il solo mezzodi giungere a costruire una terrazza so-lida e durevole, è quello di formare unamassa che non possa piegare nè rom-persi, nè lasciarsi penetrare dall’ acqua.Se trattasi di un solaio, la muraziouefra le travi, se è ben fatta, procura adesso la fermezza di una volta, impeden-do che le travi pieghino. Se la terrazzaè esposta al norie e collocata in un. sitoumido, la murazione fra le travi può es-ser fatta di pietruzze e malta, o di mat-toni, ricoperta da uno strato di cementosul quale si poseranno le lastre di buonapietra dura di 1 8 in 20 linee di spesso-re, che non sia soggetta ad essere pene-trata dall’acqua. Indipendentemente daqueste precauzioni, sarà utile ancora adimitazione degli antichi, impregnare lapietra di una sostanza grassa nelle sta-gioni calile. L’intonaco impiegato perservire d’ apparecchio alla pittura dellacupola della chiesa di Santa Genovieffa,apparisce molto proprio ad adempierequesto scopo. Esso si compone di unaparte di cera sopra tre parti di olio dilino cotto con un decimo del suo pesodi litargirio. Questa mescolanza applica-ta nello stato fluido sopra una terrazza
Copuitork
riscaldata dal sole, oppure coll’ aiuto dibrage, penetra profondamente nella pie-tra ed acquista in poco tempo grandissi-ma durezza. Questo modo di procedere,indicato da Thenard e d’ Arcet, venneesperimentato con buon successo da Be-zanger e compagni di Parigi . Non dimeno le terrazze più solide e durevolisono quelle fatte sulle volte. L’area opiano sul soprarco dev’ essere fallo dipiccole pietre ben munite di malta e ri-coperto da uno strato di cemento su cuisi posano le lastre.
Se si volesse usare economia in que-ste opere non si farebbe che renderlemeno solide e meno durevoli, come sesi facesse solamente un intonaco su pez-zi di pietre posate a secco, e non mu-nite bastantemente di malta.
4 - Coperture di metallo. Era tutti imetalli che possono impiegarsi per ria-prire gli edifizii, quello che meglio resi-ste alle ingiurie dell’atmosfera è il rame.Suge, professore di mineralogia, consul-tato su tale proposito, in occasione dellacopertura della cupola di ferro del mer-cato, delle biade a Parigi si espresse cosìnella sua risposta: « Non si deve temere» d’impiegare il rame per coprire gli edi-li fizii ; la ruggine di cui si copre non es-» sendo solubile nell’acqua, aderisce eoai> tenacità a questo metallo. Questa ruggi-o ne verde è una specie di malachite che» gli antiquarii chiamano patina, la qua-li le guarentisce il rame dagli effetti del-11 le intemperie.
» L’acqua piovana avvicinandosi per11 la purezza alla distillata, non agisce11 sul rame come l’acqua fluviale, che11 tiene disciolte le materie saline le qua-li li agiscono sull’interno delle fontane11 di rame che non sono stagnate.
» Lo stagnar il rame in lamine desti-li nato a coprire un edificio è un opera-li zione dispendiosa ed inutile. »