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ardesie o le tegole dei tetti ordinarli so-lita un letto di assicelle con chiodi.
Si è tentato di sostituire al piombo lelamine di un metallo composto di zincoè di piombo ; ma non si cita ancora nes-sun’opera così eseguila che possa valerea dimostrare i vantaggi di questa compo-sizione.
Venendo ora a parlare delle copertu-re di zinco osserveremo che l’arte di la-vorare questo metallo fu così larda a per-fezionarsi come quella di adoperarlo. Aquunto sembra, si deve ad Isacco Lavvsonla invenzione del melodo per cui si giun-se ad estrarlo dalle sue miniere. Margraffmigliorò questo metodo e ne diede i par-ticolari nelle Memorie dell’Accademia perl’anno 1746.
Lo zinco fu per lungo tempo consi-derato come un metallo imperfetto, fra-gile e che non poteva acquistar mallea-bilità se non che unito col rame. Soltan-to nel 1780 il dotto mineralogista Sagecominciò a cangiare l’opinione generalesu questa sostanza, facendo conoscereòhe la sua apparente rigidezza non si do-veva che all’allonlariamento dei suoi cri-stalli, che diveniva malleabile quandoera riscaldato a 100 gradi del centigra-do, e che allora zi poteva facilmente ri-durre in lamine sottilissime battendolo' sotto il maglio o passandolo pel lami-natoio.
Sembra òhe in Inghilterra verso gliultimi anni del secolo diciottesimo sitentasse, pei' la prima volta, d’impiegarcilo zinco nella copertura degli edifizii. InFrancia i tentativi di questo genere ri-salgono appena ad una ventina di anni,«poca in cui si scoprirono i metodi perestrarre in grande lo zinco puro e mal-leabile dalla giallamina della VecchiaMontagna presso Liegi .
Per quanto alla durata ed alla tena-cia, lo zinco rìtenevasi presso n poco fra
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il piombo ed il rame, in modo che sipuò dare alle lamine di questo metalloimo spessore medio fra quelli che con-vengono agli altri due. Segue da ciò cheF impiego dello zinco potrebbe offriregrandi vantaggi sugli altri metalli, tantoper la leggerezza, quanto per l’economiache apporterebbe nelle coperture, se nefosse abbastanza certa la durata ; ma mol-te osservazioni davano a credere chequesto metallo si deteriorasse pronta-mente alle ingiurie dell’aria ; e concor-reva a confermare ih questa opinioneTessersi notalo che in Inghilterra si era-no applicati molti strati di vernice grassasopra coperture di zinco, fatte da po-chissimo tempo , il che sembrava venireili appoggio alle osservazioni di Lasser-re fatte nelle Memorie dell’ Accademiadelle Scienze, relativamente all’azione di-struttiva deH’acqùa sù questo metallo.
Un’esperienza di tredici anni fece pe-rò conoscere che lo zinco ifon si ossidatanto rapidamente quanto credevasi pèrle influenze atmosferiche; e che se le co-perture dei tetti di zinco erano soggettea prontamente distruggersi, ciò avvenivaprincipalmente pel modo come si adope-rava questo metallo. Lebobé adopera la-mine di zinco di 53 centimetri su 28 lacui estensione superficiale è ridotta da29 a 25 a cagione delle piegature e dellesovrapposizioni. Sopra uno degli orli la-terali vi è una piegatura longitudinale esull’orlo opposto una doppia piegatura 1! ossia una scanalatura rovescia : ponesiquesta scanalatura al dissopra della pie-gatura semplice della lamina vicina, si fa’scorrere la lamina sui panconcelli passan-dola sotto all’orlo della lama superiore eattaccandola a due chiodi ficcati nei pan-concelli, e disposti a tal fine anticipata-mente alla necessaria distanza, perchè leloro capocchie passino attraverso de?Tori fatti in alto della lamina, i (inali