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Tomo XX. [Supplimento.]
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CoPRITOBk

dere le finestre e ad infiniti altri usi. ALondra uno di questi tetti di ino piediquadrati inglesi di superficie costa 5 lireios. (i 37 fr.). Sarà sempre prudenza ag-giungere ai tetti coperti di metallo unconduttore per guarentirli dalla folgore.

5. Coperture di legno. Yitruvio sem-bra parlare delle coperture di legno sol-tanto come di un uso straniero all'Italia .Plinio però ne parla come cosa adottataper lungo tempo in Roma . « Le migliori» assicelle^ egli dice, sono quelle di ro-” vere, poi quelle di faggio e degli alili» alberi che portano ghiande. Le più fa-’’ cili a farsi sono quelle degli alberi re-" smosi, ma, eccettuate quelle di pino,» le altre non sono di durata. Secondo» Cornelio Nepole fino alla guerra di» Pirro , cioè per 470 anni, le case di» Roma , non furono coperte che di as-» sice'tle. «

Queste assicelle con cui còpronsi i tettisono piccole tavole di legno di quercia,fatte con legname di doghe o di vecchiebotti e adoperate invece d 1 ardesie percoprire mulini, bottegucce ed altri piccolifabbricati. Hanno desse 1 2 a ; ( pollici(o m ,32 a o'", 37 ) di lunghezza e 5 a 6 li-nce (ria i3""") di grossezza, e vengonotagliale e poste in opera dai conciatettiche hanno perciò un regolo finito espres-samente. Posasi l’assicella sopra un letto«li tavole, e fermasi con due chiodi comele ardesie, facendo i fori con una trivel-la affinchè non si fendano. Onesta specie« 1 * copertura è leggerissima, e resiste me-glio che le ardesie ai colpi di vento, epero le si preferisce sovente per coprirele cime delle torri. Per rendere questacopertura più durevole s’ intonaca di bi-tume o di catrame o se la dipinge ad°li° ; se si vuole che duri a lungo è«1 uopo rinnovare questa pittura ogni tre0 quattro anni.

Coperture di vetro. Già da gran

Copritore ioi

tempo accostumavano gli architetti copri-re alcuni luoghi che abbisogna van di lumedall’alto, e principalmente le scale, conlastre di vetro intelaiate in guisa similea quella delle comune invetriale, in ciòsolo diverse che i telai avevano un pen-dio per dare scolo alle acque piovane, eche le lastre si accavalcavano agli orli leime sulle altre per togliere ogni inco-modo filtramento. Già da gran tempoLondra, Parigi , Lione ed ultimamenteMilano , ammiravano strade coperte dital fatta di tetti che salvavano perfetta-mente dalle intemperie e dal freddo, la-sciando passare la luce liberamente, sìche i merendanti, ornando con dora-ture ed intagli l’esterno dei loro magaz-zini, e cangiando in giorno la notte conviva illuminazione a gas, e con molti al-tri allettamenti, talora anche di suoni ecanti, traevano i passaggieri ed entrarein quelle vie cangiate in saloni magnificied ivi esponendo loro con seducentedisposizione ricca mostra di merci, li in-vogliavano a far qualche acquisto (a).Ora una fabbrica di tegole di cristallo siè istituita a Porto sul Lago-maggiore.Sono queste tegole lunghe un bracciomilanese (o'",5$5), larghe once 3 e unquarto (o"',i 1 8 ) grosse 1 linea (o m ,oo3) ;hanno la superficie totale di once 4 °quadrate (52 5 centimetri quadrati) e pe-sano molto meno della metà di quelle diterra anche asciutte, le quali poi inzup-pandosi d’ acqua divengono molto piùgravi. L’ obbictlo che solo rimane perl’adozione di queste lastre è il loro prezzo

to) ;V Parigi in una galleria che con-duce al Palais-royal , vi è una bellissima ro-tonda nel mezzo, alla quale v’ha la statuadi mercurio sopra un piedestallo. I proprie-tarii della galleria cedettero gratuitamenteuna stanza che guarda su di essa ad alcunidilettanti di musica, acciò ivi piuttosto chealtrove si riunissero per suonare, locchè spes-so facevano.