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Tomo XX. [Supplimento.]
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i 02 CoquilI.ó

zo troppo elevalo, di una lira di Militilo’(fr. 0,77) per cadauna, poiché per quantorisparmio presenti la minore solidità cheoccorre per l’ossatura del tetto, non puòmai esser tale da compensare il maggiorvalore delle tegole.

Dorlodot vetraio di Anzin, costruìegli pure una specie di tegole di vetrosolide e diafane, delle quali spacciossipochi anni fa per inventore.

7. Coperture di tela e cartone into-nacati. Accostumasi bene spesso massi-me negli arsenali e per lavori provvisio-nali coprire le baracche di tela incatra-mata, o intonacata di pece, d 1 asfalto od’ altri bitumi, e certo queste coperturehanno molte buone qualità, e sarebberoottime se non mancasse loro quella delladurata, atteso lo screpolarsi degli into-nachi, e il marcimento delle tele.

Airarticoid cartone di questo Suppli-mento (T. IY, pag. 167) abbiamo indi-cato in qual maniera preparinsi questecoperture. A Rotterdam vedonsi moltetettoie dell’ arsenale coperte di cartoneordinario tagliato in pezzi quadrati, be-ne incatramato e seccato al sole. Pon-gonsi questi a guisa delle lastre d’ardesiaaccavalcati 1’ uno sull’altro e fissansi conchiodi. Gl’impiegali di quell’arsenale as-sicurano che queste coperture, ad ontadel minor loro costo, durano più chequelle di assicelle o di tele incatramate.

(Nicola Cavalieri San Bertolo —F.

M.ALEPEYRE--RoNDELET -G.**M.)

COQUILLO. Teodoro De Bry men-ziona una palma che cresce al Chili, do-ve è detta coquillo e che produce Unfrutto più piccolo e più rotondo di uùanoce, la cui sostanza interna è di saporeassai più grato che quella del cocco.Forse è la medesima specie detta cogni-to della quale Humboldt e il Kunth han-no fatto un nuovo genere sotto il nomedi jubaea. (Jussied.)

Corallino

CORALLAIO. Nelle manifatture deicoralli si è generalmente adottata la di-visione del lavoro, e pàssansi dessi dallemani di un operaio a quelle di un al-tro. Il primo prepara soltanto il co-rallo pegli ulteriori lavorii ; taglia quin-di i grossi rami, h polisce e li rende attialla limatura ed alla faccettatura. Un se-condo operaio leva con una lima gran-de e piana gli angoli e i nodi ; quindi litaglia un poco in più luoghi con mia li-ma fina fatta di molla d’ oriuolo, e orespicca con una grossa tanaglia i pezziche vengono poi arrotati e venduti greg-gi, o lavorati e ridotti in perle, in que-sto ultimo caso, un altro operaio li forada parte a parte con un trapano a saet-te d’ acciaio, ponendo 1 pezzi 1’ uno ac-canto all’ altro fra due tavole inclinate,e bagnandoli sempre d’ acqua. Infilamiposcia in un filo di metallo in quattro 0cinque lunghi fili e si arrotano con unapietra arenaria tenuta in mano dall’ope-raio. Rotondarisi poi i coralli su di un’al-tra cote posta in giro, alla quale presen-tansi tenendoli con una tanaglia. Final-mente si assortiscono secondo la lorogrossezza, la loro bontà, il loro peso ed illoro colore.

(Giovanni Pozzi.)

CORALLINO (Polygonum orientale ,Linn., 1 . Grande pianta annua molto spar-sa nei giardini, e che siccome cresce congrande facilità e dà molti semi assai gros-si e pieni di una bella fecula, così po-trebbe forse coltivarsi con profitto, ado-perando questi semi a nutrire il pollameo ad altri usi.

(Pepin.)

Corallino. Chiamasi conca o conchi-glia corallina una specie di conchiglia,còsi detta perchè in essa si stemperanoi colori da miniare, 0 perchè suole som-ministrare una tìnta corallina.

(Alberti:)