Cordi
quella dove è il verricello, e per conse-guenza dal lato ove si comincia l’opera-zione vi sono due rialzi di ferro pianoche fanno spalla ai due fianchi ; questidue rialzi sono posti inclinati in manierache vi possano entrare in mezzo le quat-tro o sei ansiere che hanno a formare lacorda. Le fig. 3 e 4 della Tavola dianzicitala serviranno a lare viemmeglio com-prendere questa operazione : la fig. 3mostra I’ apparato visto dall’ alto e lafig. 4 mostra lo stesso visto alla cima.
arma sono le quattro corde da cucirsiinsieme ; è, la cima del banco opposta aquella dell'argano ; se le corde sono in-catramate mettesi un braciere pieno dicarboni accesi sotto delle corde aaaa^ adoggetto di ammollirle prima che entrinosotto ai rotoli, e fra i rialzi cc, dei qualiora ci occuperemo ; quando le cordesono bianche il braciere si ommelte. Gio-va altresì l’osservare che dapprincipio lecerile vengono tenute tese da catene at-taccale al tamburo del verricello fino atanto che se ne abbia cucito una lunghezzasulfieiente per giuguere a questo tambu-ro ed avvolgervisi. Spesse volte ancora lecorde si aggomitolano sopra un cannelloindipendente dal verricello ; in tal casole catene le allertano mediante una tana-glia piatta simile a quelle che si adope-rano nelle comuni trìfij.e. Ogni voltache si è cucito una lunghezza quanto èquella del banco, si attaccano le catenepiù innanzi.
ù, è il banco; cc, regoli di ferro Usciiall interno, che risaltano al di sopra delbanco di tanto quanto è il diametro del-le corde da cucirsi insieme. Questi re-goli
sono immobili, e vengono tenuti allav oluta distanza, da chiavarde di pressio-ne geo da biette poste sul di dietro. Nel-la fig. 3, abbiamo segnata (ad onta della'■'oda che vi passa sopra ) la fenditurn"i coi sono queste chiavarde di pressio-
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ne g per far meglio comprendere in qualguisa si possa allontanare od avvicinarequesti regoli, secondo il numero dellecorde che si vogliono unire ; dd , sonorotoli di legno duro o di ghisa che ser-vono a porre a livello le corde da cucir-si; <?e, guancialetti che tengono i perniidei rotoli ; sono fatti in maniera da po-tersi alzare o abbassare, secondo la gros-sezza dello corde che vi debbono passarsotto ; fj\ fenduti re che attraversano ilbanco, e per le quali passano le chiavardedi pressione; g, le stesse chiavarde, lacui capocchia vedesi nella fig. 6, ed èper metà incassata in un incavo pratica-to lungo le fenditure JJ al di sotto delbanco.
E in tal maniera che è costruita lamacchina quando si voglia cucire con unmovimento continuato; allorché si vuolcucire a pezzo a pezzo adoperasi un altromeccanismo che dobbiamo parimenti farconoscere, poiché darà ad intendere comeagiscano gli aghi, i quali sono mossi daun congegno pressocchè simile, e nellacucitura continua ed in quella a pezzi.
aa (fig. 5) sono le corde che si hannoa cucire insieme, come nelle figure pre-cedenti ; b, è il banco ; c,(f, sono duepiastre di ghisa fissate sul banco ; quel-la c vi è stabilmente fermata colledue chiavarde a capocchia quadratac'c', che attraversano la piastra e edil banco b , e sono fissate al di sottocon madreviti. La piastra d è aneli’ essafermata con due chiavarde d'd\ ma sic-come queste chiavarde passano in fen-diture longitudinali, così può muoversida destra a sinistra scorrendo sotto allacapocchia di queste chiavarde. Onestomovinento della piastra d producasi me-diani! la vile e, poiché strignendo la ma-drevi.e a leva /' si obbliga la piastra dad avvicinarsi a quella c. Le piastre c ed baino de’ rialzi gji alti (pianto il dia-