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Tomo XX. [Supplimento.]
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t i (i Cordi

prodotti alcuni coniamoli e fra gii altriBruniti che ottenne una medaglia di brou-7,0 per le sue belle corde eterne, la cui im-piombatura era fatta con tale perfezioneche riusciva impossibile di scoprirla anchea quegli stessi dell’arte. Ammiraronsi purele sue corde di canapa di Sciampagna,una delle quali era composta di 9,000fili distribuiti in nove legnuuli, ed un’al-tra di sei colori che conteneva sei legnite-li, ciascuno di 3i2 fili. Bouchol di Ber-gerac espose corde fatte di canapa nonmacerata. La Società delle Scienze diI’erigueux riconobbe che coi metodi diquesto fabbricatore, il glutine mucosoed estrattivo della canapa è perfettamen-te decomposto e disciolto ; che le fibresono meglio separate e per conseguenzapiù fine ; che la sua pettinatura nonproduce quel polverio che nuoce tantoalla salute degli operai, e può farsi per-ciò in luogo chiuso ; che risulta minorquantità di stoppa ; che il filo della ca-napa così preparata è più eguale e pitiforte ; finalmente che la sua preparazio-ne è assai facile e può eseguirsi da don-ne o da fanciulli, e dovunque.

In alcune circostanze le corde piatte( delle cui utili proprietà diemmo uncenno nel Dizionario ed all’articolo cavodi questo Supplimento ) sono di un usosuperiore d’ assai a quello delle corderotonde, principalmente nei lavori per1 ’ estrazione dei minerali. L’idea di ser-virsi di questa specie di funi non è giànuova, e la teoria la suggerì molto tem-po prima che la pratica acconsentisse diadottarla. Muschenbroech, nel suo Trat-tato della coerenza dei solidi , aveva an-nunziato che le corde commesse a guisadi stuoia dovevano risultare migliori diquelle rotonde ; e fino dal 1 800 lo scien-ziato O’ Ileilty aveva proposto l’uso diqueste corde pei lavori delle miniere ;non diedesi però ascolto a questi savii

Còrda

consigli; gli Inglesi furono i primi afarne uso, e solo l’evidenza fisica ed ilconfronto potè indurre la Francia adadottarle. Nel 1820 vennero provate alpozzo dello scavo delle miniere di Mont-jean fra Angers e Nantes, ed i loro van-taggi si conobbero tosto in maniera, chesi abbandonarono sul momento le corderotonde. Ben presto 1 ’ evidenza la vinsesulla consuetudine, ed ora poche «unole parti della Francia ove l’antico meto-todo abbiasi ancora partigiani. E d’uo-po quindi trattare un poco a distesodella fabbricazione di queste specie dicorde.

Le corde piatte sogliono ordinaria-mente comporsi di quattro corde roton-de poste Tana presso dell’altra, e cuciteinsieme con uno spago che le attraversatutte quattro a zig-zag, e tutta la diffi-coltà della fabbricazione consiste nell’e-seguire a dovere questa cucitura. In-ventaronsi a tal fine diverse macchine,ciascuna delle quali ha le sue buone ecattive qualità : non potendo descriverletutte, cercheremo di indicare quello checi parve più vantaggioso in ognuna didi esse. Innanzi a tutto bisogna deter-minarsi a scegliere fra due metodi ; l’unodie consiste a cucire continuatamente,mentre la corda viene mossa lentamentee con velocità proporzionata alla pron-tezza colla quale si cuce ; l’altro che con-siste a cucire a bella prima un pezzo dicorda tenuto immobile, ed a non co-minciare a cucire un secondo spazio senon che dopo che il primo si è toltodalla macchina . Stimiamo preferibilequest’ ultimo mezzo perchè abbiso-gna di minor numero d’operai. Si inta-glili un lungo banco solidamente co-struito, in capo al quale vi è un verri-cello che fa muovere 1111 tamburo sulquale si ravvolge la corda a mano a ma-no che è cucita. Alla cima opposta a