,14 Coiuandoi.o
CORIANDOLO. Genere «li piante,nna sola specie delle quali merita di ve-nire qui rilata pei varii usi che se nefanno, ed è il coriandolo coltivato (Co-riandrum sativum^XAmi.). Questa pian-ta cresce naturalmente in Italia , doveperò, secondo il Decandolle, non è ori-ginaria, ma vi venne trasportata dallaTartaria, dall’ Oriente e dalla Grecia , eviene coltivata in alcuni paesi della Fran-cia per raccoglierne i semi.
Il coriandolo ama un suolo leggero,profondo ed una esposizione calda ; sifanno alla terra gli stessi lavori che perle biade, e spesso «enza porvi coifcirne,poiché questa pianta non ispossa moltoil terreno. Seminasi in agosto o-in mar-zo. Quando il coriandolo è spuntato ab-bisogna di molte sarchiature, affinchè lecatlive erbe non gli nuocano, e lo si di-rada in guisa che i suoi piedi siano acirca 6 pollici gli uni dagli altri. Quelloche si è seminato in agosto fiorisce alprincipio di maggio dell’anno appressoed è sempre il più bello ; quello semi-natosi soltanto in marzo fiorisce ingiugno.
Il seme tanto dell’ uno che dell’ al-tro non matura che successivamente^, ese ne fa il raccolto in luglio o al princi-cipio di agosto ; ma a cagione che i semiuon maturano tulti contemporaneamen-te, ve ne ha sempre un terzo di perdu-ti ; il seme che matura il primo cadeprima del raccolto, e quello che non èmaturo non può essere posto in com-mèrcio. Tagliasi colla falciuola e sul mat-tino quando è asperso di rugiada, perevitare una perdita ancora maggiore.Battonsi subito gli steli sopra lenzuolinel camp» stesso, e portensi i semi incasa ove si lasciano per 1 5 giorni primadi riporli, acciocché quelli che non era-no affatto maturi abbiano il tempo diperfezionarsi. Non si dee chiuderlo che
Corifa
, quando è ben secco, poiché altrimen'teè soggetto a diventar nero ed a fer-mentare.
La pianta quando è in vegetazione efinché è verde esala d’ogni sua parte unodore acuto sgradevole il quale somi-glia, massime allorché viene confricatafra le dita, a quello delle cimici. Questoodore è.più acuto nei tèmpi piovosi etempestosi potendo 'allora cagionare malidi capo e nausee a quelli <;he attraver-sano i campi coltivati a coriandoli. Quan-do i fiori sono secchi hanno all’incontroun odore aromatico molto piacevole, ilperchè incamiciandoli di zucchero se nefanno piccoli confetti detti bottoncini. Inmedicina questi semi in oggi usansi poco;ritengonsi come carminativi, stomachi-ci e la loro infusione sì tiene per diure-tica. In varii paesi adoperami per con-dimento e gli Olandesi li gradisconotanto che li mettono in quasi tutte leloro salse. Alcuni popoli del Norte nemettono nella pasta del pane, ed altridel mezzogiorno li masticano per esalareun buon odore dalla bocca. I fabbrica-tori di birra ne mettono in essa per dar-le buon gusto. Finalmente servono an-che a farne diversi rosolii.
( Loiseleur Deslongciiamps—AntonioBrucai, assi.)
CORIARIA. Arbusto che cresce ab-bondantemente nelle parti meridionalidell’Europa e le cui foglie ridotte inpolvere sono molto adoperate nella tin-tura delle stoffe e per la concia dellepelli. ( Bosc.)
CORIFA. Genere di piante della fa-miglia delle paline, che comprende gran-di alberi alcuni dei quali sono originartidelle Indie orientali, altri dell’America ,e meritano di essere qui annoverati in-dicando i vantaggi che recano.
La corifa del Malabar (Corypha i‘ m 'braculijera , Linn.J è una palma che si